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Rieti, in tribunale il caso dei lavori
alla seggiovia di Campo Stella:
l'eterna lotta tra gli ambientalisti
e il sindaco Paolo Trancassini

Rieti, in tribunale il caso dei lavori alla seggiovia di Campo Stella: l'eterna lotta tra gli ambientalisti e il sindaco Paolo Trancassini
di Alessandra Lancia
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Novembre 2017, 07:39 - Ultimo aggiornamento: 13:12

RIETI - Si erano lasciati in assemblee infuocate, pro o contro «Terminillo Stazione Montana», da una parte il «cartello» di dodici associazioni ambientaliste e animaliste, dall’altra il sindaco di Leonessa, Paolo Trancassini. Si ritrovano stamattina in Tribunale a Rieti, prima udienza del processo che vede lo stesso Trancassini sul banco degli imputati per lavori eseguiti senza autorizzazione a margine della sostituzione dell’impianto di risalita di Campo Stella.

Parliamo del primo intervento effettuato dal Comune di Leonessa nel 2013 con i fondi della Regione per il rilancio del Terminillo: trattandosi dell’ammodernamento di un impianto di risalita preesistente, Trancassini procedette con i caratteri «dell’urgenza», trovandosi successivamente anche pesantemente esposto sul piano economico finanziario per i ritardi della Regione nel pagare i lavori effettuati dalla Leitner di Bolzano. Ma già su quei lavori il cartello di associazioni (tra cui Cai Lazio, Wwf Lazio, European Consumers, Lipu Rieti, Rieti Virtuosa, Post Tribù) ebbero da ridire: «Come associazioni li abbiamo sempre ritenuti abusivi in quanto privi di autorizzazioni e avviati senza le preventive valutazioni ambientali (Vas e Via) nonché in assenza di Valutazione di incidenza, trattandosi di aree tutelate dalla Rete Natura 2000 europea».

I LAVORI SULLA STRADA DE L'ORSETTO
Ma oltre alla sostituzione dell’impianto e l’allargamento del tracciato funiviario con il conseguente taglio degli alberi, il Comune aveva messo mano anche alla strada di servizio che conduce al residence L’Orsetto, utilizzata d’inverno come pista da sci di rientro alla stazione di partenza. A pesanti lavori di sbancamento seguì, nell’ottobre del 2015, uno smottamento che portò fango, terra e sassi fino alla stazione di partenza della nuova seggiovia, creando danni. La frana interessò anche la stra da provinciale 10, che per questo fu chiusa. Ed è questo che gli ambientalisti hanno denunciato, con foto ed esposti e ora, a distanza di due anni si apre il processo.

LA POSIZIONE DEL SINDACO
«Sarò in aula come sempre, per dimostrare che quello che ho fatto l’ho fatto in nome di superiori interessi della collettività – dice Trancassini – I lavori su quella strada erano necessari, perché nel residence ci vivono delle famiglie. Per questo sono assolutamente sereno, saprò spiegare anche stavolta le mie ragioni». In realtà proprio sereno Trancassini non è: «E’ vero, non mi piace l’ipocrisia di questi signori, che fanno denunce contro ignoti ma in realtà puntano a colpire me. E soprattutto mescolano i lavori di Leonessa con Terminillo Stazione Montana, che sono cose che non c’entrano assolutamente nulla». Beh, proprio nulla è difficile da sostenere: in fono Campo Stella era il primo passo di Leonessa nell’orizzonte del più ampio progetto di rilancio del comprensorio: «Ma sono due cose diverse: chi le mette insieme vuole solo alzare il polverone e colpire il povero Terminillo».

LE ASSOCIAZIONI
«Sono 20 anni che il Terminillo è colpito da progetti sciistici senza alcuna concretezza economica e regolarmente bocciati per il loro impatto ambientale – scrivono gli ambientalisti – Progetti che continuano a mettere al centro l’industria dello sci nonostante il cambiamento climatico condanni alla chiusura, da qui al 2050, un quarto delle stazioni sciistiche dell’arco alpino. Crediamo sia il tempo di elaborare un progetto di seria promozione turistica fondato sulla valorizzazione delle risorse ambientali del Terminillo, per una fruizione della montagna estesa a tutte e quattro le stagioni». Un batti e ribatti che va avanti da anni e che con il Tribunale non c’entra. Ma oggi il nuovo round è lì.
 

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