Rieti, giallo dell'ex postina: la canottiera era lacerata

La Fiat Palio
di Emanuele Faraone
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Mercoledì 7 Dicembre 2022, 00:10

RIETI - Sono gli esami forensi più attesi e, probabilmente, gli unici dai quali sarà possibile avere informazioni di interesse investigativo, sul giallo che avvolge la scomparsa e la morte di Silvia Cipriani. Ieri, al Polo Tuscolano di genetica forense della polizia, hanno preso il via gli accertamenti tecnici sulle tracce biologiche campionate e isolate dall’abitacolo del veicolo in uso all’ex portalettere in pensione, la Fiat Palio di colore grigio metallizzato, rinvenuta il 26 settembre nei boschi di Scrocco di Montenero Sabino, di cui è proprietario e intestatario il nipote Valerio.

Le osservazioni. E spunta un’importante novità: la canottiera intima di colore bianco risulta strappata e con delle lacerazioni. Per il resto, come commentato dal consulente di parte Garofano, «non sono emerse al momento tracce di interesse biologico, ma solo gli esami in corso potranno dare ogni certezza». Ieri le operazioni preliminari alla presenza del personale di polizia scientifica, i legali del nipote Valerio - gli avvocati Domenico Orsini e Luca Conti - e l’ex generale del Ris di Parma, Luciano Garofano, consulente di parte della famiglia Cipriani. Operazioni propedeutiche all’apertura dei vari plichi, lo spacchettamento dei campioni, la valutazione della loro integrità e la determinazione delle fasi di indagine e di attività procedurali per poi passare alla fase di analisi.

La Fiat Palio targata Bg417AW potrebbe dunque “parlare” agli inquirenti, fornendo elementi probatori che potrebbero portare a una svolta nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Rieti (pm Lorenzo Francia). Dna, impronte digitali, tracce biologiche, dati antropometrici: c’è molto all’interno e all’esterno di quel veicolo che potrà rimuovere quegli ostacoli che stanno incontrando le attività investigative tradizionali nel rebus-Cipriani.

I passaggi. Per conoscere l’esito degli esami peritali ci sarà da attendere: gli esperti si sono riservati alcune settimane di tempo e dai laboratori forensi le conclusioni potrebbero arrivare già dal 22 dicembre, prima data utile. Si è trattato di una prima fase degli accertamenti tecnico-scientifici di laboratorio. A Roma sono state esaminate solo parti dell’auto (sia interne che esterne) in uso alla 77enne reatina, solo quelle in cui erano state rilevate tracce biologiche giudicate di interesse investigativo. Gli esami sono stati estesi agli indumenti della donna. La canottiera bianca ritrovata accartocciata è risultata avere ampi strappi in completa e totale difformità con la camicia a maniche corte a fiorellini, anch’essa repertata nei boschi, ma in condizioni praticamente perfette. Ci saranno da analizzare tracce millimetriche isolate dalla camicia estiva che Cipriani indossava il giorno della scomparsa per poterne valutare la loro derivazione. «Ogni traccia verrà sottoposta al procedimento di amplificazione del dna - ha commentato l’avvocato Domenico Orsini - per ottenere un ulteriore approfondimento scientifico».

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