Il giallo dell'ex postina e il mistero della camicia intatta. Lo zio Leonino è perplesso: è tutto molto strano

Il giallo dell'ex postina e il mistero della camicia intatta. Lo zio Leonino è perplesso: è tutto molto strano
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Domenica 4 Dicembre 2022, 00:10

RIETI - «Sì, molto strano, stranissimo». E’ laconico zio Leonino quando commenta, con queste poche e sommesse parole, il ritrovamento, nei boschi di Montenero Sabino, della camicetta di Silvia Cipriani in condizioni praticamente perfette rispetto anche alla canottiera intima di colore bianco rinvenuta completamente accartocciata e sgualcita. Poi, incalzato, chiede alla cronista di Canale 5 di essere lasciato in pace. Tornano a Cerchiara le telecamere e le dirette tv dopo un breve periodo di calma apparente a seguito dell’indiscrezione trapelata sulle tre macchie di diametro millimetrico rinvenute e isolate nella camicetta che indossava l’ex portalettere verosimilmente il giorno stesso della scomparsa: un capo a maniche corte di colore marrone con dei fiorellini. 

Le ipotesi. Si ipotizza una derivazione ematica ma, per conoscerne e determinarne la natura, bisognerà attendere l’inizio delle operazioni peritali e delle analisi di laboratorio che prenderanno ufficialmente il via il 6 dicembre presso la Sezione di genetica forense della III Divisione del servizio di polizia scientifica di Roma. Le conclusioni degli esami potranno essere finalmente dirimenti per capire la natura di quelle macchie: se siano tutte della stessa provenienza e origine oppure – qualora si tratti di sangue - accertarne poi l’appartenenza. Un vero spartiacque si potrebbe dunque prospettare per l’inchiesta coordinata dalla Procura di Rieti (pubblico ministero Lorenzo Francia) che, in cinque mesi, non ha mai fatto il punto sulle indagini né fornito indicazioni rispetto ad elementi e particolari ormai divenuti notori e di pubblico dominio. C’è il buio intorno al giallo sulla scomparsa e sulla morte della 77enne reatina nel quale appare ora evidente che l’unico riflettore che potrà fare luce sull’inchiesta siano i risultati degli esami già in corso e quelli pronti ora ad essere espletati. 

Le telecamere. Riappare nell’occhio delle telecamere, brevemente ed in maniera fugace, zio Leonino, indicato nei mesi con tanti appellativi: “giardiniere“, “fattore“ o il “tuttofare“, che aiutava la donna nella gestione dei suoi animali domestici e nei lavori più pesanti. A Leonino non sono mai piaciuti questi “titoli”: lui era, e rimane, una persona di famiglia amata e benvoluta da tutti. Nello schermo è apparso palesemente provato e logorato da questi lunghi mesi di esposizione mediatica, di telecamere puntate e di microfoni sempre sotto il naso.

Quando si avvicina la giornalista Giorgia Scaccia le sue parole sono subito chiare: «lasciatemi in pace». Però commenta, sempre con pochi termini, quel singolare ritrovamento: la camicetta ritrovata a terra, umida e bagnata sì, ma in perfette condizioni, praticamente intatta e senza segni di lacerazione e priva di danneggiamenti. La risposta di zio Leo è telegrafica: «stranissimo» e saluta andando via con il viso semi nascosto da una cappello e dal bavero della giacca tirato sù.

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