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Rieti, il commissario Soccodato: «Salaria, rotatoria in futuro esterna al percorso principale»

La rotatoria sulla Salaria a Borgo Santa Maria
di Raffaella Di Claudio
4 Minuti di Lettura
Domenica 19 Giugno 2022, 00:10

RIETI - Da ingegnere, non ama le interviste. «Mi piacerebbe parlare con i fatti», premette il commissario straordinario per l’ammodernamento della Salaria, Fulvio Maria Soccodato. Ma se le circostanze lo richiedono, allora occorre dare voce alle parole. Perché «serve anche tranquillizzare e comunicare che le problematiche sono state viste e prese in carico». Il piano commissariale della Salaria, da Roma a Rieti, si articola in tre lotti, di cui due già in fase di progetto esecutivo (quelli che vanno dal chilometro 56 al 70, ovvero da Ornaro a San Giovanni Reatino) e uno che (da Passo Corese a Ornaro) dovrebbe arrivare all’avvio della procedura di impatto ambientale entro l’autunno. In tutto, da Roma ad Ascoli, si parla di 54 interventi per un investimento complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro.
Commissario Soccodato, in questi due mesi, l’attenzione è stata risucchiata dalla rotatoria di Borgo Santa Maria.
«Rotatoria che, in futuro, non farà parte del tracciato principale della Salaria. L’adeguamento a 4 corsie, dal chilometro 36 al 56, sarà in parte fuori sede, quindi il traffico di scorrimento sulla Salaria verso Rieti non passerà più per la rotatoria di Borgo Santa Maria, pensata ad oggi per trovare un equilibrio tra due istanze contrapposte: l’attraversamento veloce dell’intersezione per il traffico passante verso Rieti e l’innesto in sicurezza degli abitanti della frazione di Borgo Santa Maria. Ne è uscito questo disegno di rotatoria che certo è perfettibile e ci accingiamo a perfezionarlo. Ma è importante chiarire che quel tratto lì, quando verranno realizzate le 4 corsie, resterà a valenza locale».
Però, ad oggi, le criticità esistono e i pendolari, alcuni illustri come l’onorevole Fabio Melilli, le hanno ripetutamente segnalate.
«Le difficoltà sono dovute anzitutto all’effetto cantiere che crea soggezione e difficoltà di visibilità e tende a far rallentare gli automobilisti in entrata. Quindi, amplieremo l’anello giratorio e lavoreremo per migliorare la visibilità sia all’interno della rotatoria sia in approccio ad essa. Stiamo valutando, ad esempio, di rimuovere gli ulivi all’interno per ridurre gli ostacoli visivi. Faremo aggiustamenti alle corsie d’ingresso alla rotonda, soprattutto a quella del traffico proveniente da Roma, per accompagnare di più l’utente, riconfigurando i marciapiedi. Non serviranno tempi lunghi, perché le modifiche sono in continuità con i lavori. Anche i costi saranno minimi e ricompresi all’interno del quadro economico dell’investimento. Poi continueremo a presidiare e a valutare se ci siano altri problemi, mettendo in campo eventualmente ulteriori modifiche perché il piano commissariale agisce a favore del territorio con cui il dialogo è costante».
Spostandoci alle porte della città, c’è il tema della riapertura della galleria di San Giovanni Reatino e degli interventi previsti su Rieti. Come procedono?
«Rispetto alle gallerie si sta facendo un grande lavoro. Ci rendiamo conto del disagio alla popolazione, ma sono interventi importantissimi di messa in sicurezza e ripristino complessivo di tutta l’illuminazione e di dotazione impiantistica, dall’antincendio alla ventilazione, fino all’impermeabilizzazione. Tutti importanti apprestamenti di sicurezza, compreso il ricollettamento delle acque di piattaforma, di cui l’utente, però, quando verranno riaperte, probabilmente non avrà diretta percezione. Su Rieti gli interventi che più impattano con la viabilità sono i tre svincoli di interconnessione dalla Salaria e alle vie di accesso a Rieti. Stanno procedendo bene, ma il cantiere è stato fortemente impattato dal caro materiali e dall’irreperibilità degli stessi, soprattutto degli acciai da carpenteria. Tuttavia, si cerca di andare spediti. Sulla via alberata, la rotatoria è stata quasi completata e dovrebbe essere ultimata entro giugno, nonostante le criticità legate al fatto che si tratta di un cantiere all’interno della città».
Fuori, invece, capita perfino di dover fare i conti con una strada di epoca romana, come è successo nel tratto di Nerola.
«I reperti sono stati una novità molto bella e abbiamo fatto un lavoro di grande intesa con la Soprintendenza, trovando una soluzione che preserva interamente i ritrovamenti e non ha fermato i lavori. È l’esempio di un’ottima collaborazione tra Enti, ed è l’unica modalità per fare le cose bene e farle velocemente. Ma per riuscirci, bisogna essere credibili e disponibili».

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