Rieti, Willy Bekai, meccanico-calciatore
pronto per l'Atletico Sabina:
«Puntiamo a campionato di vertice»

Lunedì 19 Agosto 2019 di Renato Leti
Williams Bekai
RIETI – La Sabina è ormai la sua terra di adozione, sia dal punto di vista calcistico che da quello sociale, e dopo due anni che vive a Cantalupo non ha problemi ad esprimersi nella nostra lingua “arricchita” talvolta da cadenze ed espressioni dialettali che confermano il suo positivo inserimento nel nostro territorio. Parliamo del jolly difensivo Lamin Bekai Williams, per tutti “Willy”, che nel prossimo campionato di Prima categoria indosserà la maglia della neo-promossa Atletico Sabina dopo le precedenti stagioni disputate nel Passo Corese, Cantalupo e Maglianese.

LA STORIA
Nato in Senegal il 4 novembre 1995, si è trasferito successivamente in Gambia e nel 2013 ha affrontato l’avventura di tanti giovani africani verso l’Italia sbarcando a Lampedusa a 18 anni dopo rischi e peripezie per essere poi ospitato nel centro di accoglienza di Castelnuovo di Porto. E’ stato proprio il gioco del calcio ad offrirgli la possibilità di un positivo inserimento sociale, facilitato dalla sua intelligenza e dalle capacità tecniche e fisiche che gli hanno permesso di approdare nei nostri campionati regionali.

L'INTERVISTA

Un breve riepilogo delle sue esperienze calcistiche in provincia di Rieti…
«Ho giocato in Promozione nel Passo Corese allenato da Massimiliano Tocci; lo stesso tecnico mi ha poi voluto al Cantalupo dove ho disputato la Prima categoria e la Promozione. Nella scorsa stagione ho giocato in Promozione nella Maglianese».

Già…la Maglianese che adesso non c’è più e che proseguirà l’attività soltanto col settore giovanile…
«A Magliano mi sono trovato molto bene e mi dispiace per questa conclusione, dettata evidentemente da problemi economici. Ho vissuto una stagione splendida, incoraggiato sempre dal pubblico e da compagni di squadra eccezionali: non dimenticherò mai, tra gli altri, Silvio Ceccarelli, Davide Francucci, Andrea Scoccione, Giorgio Falco, Nicolas Magnerini, Luca Giuliani, Fabio Giuliani, Michele Bonamici, Mattia Marcheggiani, Angelo Di Gennaro, Stefan Condur, Leonardo Tronca. Un saluto al mister Massimo Lucà ed un grazie particolare al presidente Ettore Petroni ed a tutto il suo staff (Giancarlo Nesta, Giulio Di Antonio, Maurizio Ciriola), oltre ai collaboratori della società. Mi hanno trattato tutti bene e non dimenticherò mai questa esperienza maglianese».

Come è avvenuta la scelta per l’Atletico Sabina?
«Premetto che avevo ricevuto alcune offerte anche da società di Promozione ma ho fatto questa scelta in base a precise considerazioni. Da due anni abito a Cantalupo e lavoro a Casperia nell’officina meccanica di Massimo Formichetti che è stato il mio presidente quando giocavo nel Cantalupo e che mi ha aiutato molto: quindi per motivi logistici giocare e allenarmi a Borgonovo di Tarano non mi crea problemi. Un’altra considerazione, non inferiore, è stata poi la determinazione mostrata dai dirigenti dell’Atletico Sabina nel voler puntare ad un campionato di prestigio allestendo una formazione che sicuramente potrà competere ad alto livello ed aspirare al passaggio di categoria. Un traguardo che il tecnico Andrea Capulli ed il direttore sportivo Federico Paparozzi, unitamente ai loro collaboratori, non nascondono di poter raggiungere e che ribadiranno fin dal primo giorno di preparazione fissata a lunedì 26 agosto».

Anche sui nostri campi, purtroppo, si è verificato qualche episodio di razzismo. Ha avuto qualche esperienza negativa in tal senso?
«Personalmente non ho mai ricevuto offese, a parte qualche esclamazione poco diplomatica che sui campi di calcio si può ascoltare indipendentemente dal colore della pelle. Devo precisare che a Magliano più di qualche volta mi è capitato addirittura il contrario, ovvero ricevere incitazioni e cori di incoraggiamento che mi hanno fatto piacere».    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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