La Lombardini con le valigie in mano pronta a lasciare la città

La Lombardini con le valigie in mano pronta a lasciare la città
di Antonio Bianco
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Venerdì 24 Settembre 2021, 00:10

RIETI - Nubi nere sul futuro della Lombardini di Rieti. Dopo l’allarme lanciato a maggio scorso dalle organizzazioni sindacali, sembra che il gruppo Kohler (proprietario dell’azienda) non solo avrebbe ipotizzato l’idea di voler lasciare lo stabilimento di via Emilio Greco, ma avrebbe anche illustrato alle istituzioni e ai sindacati reatini l’interessamento di altri soggetti aziendali al sito industriale. Insomma, le valigie sono pronte. È quanto si apprende dalla riunione tenuta ieri mattina, a porte chiuse, nella sede del Vescovado di via Cintia.

Il summit segreto. Presenti il vescovo di Rieti, Domenico Pompili, il direttore risorse umane della società, il delegato dell’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino, il vicesindaco Daniele Sinibaldi, i rappresentanti di Federlazio e Unindustria, il presidente della Provincia Mariano Calisse e il commissario del consorzio industriale Angelo Ientile. Per i sindacati c’erano Franco Camerini (Uilm Uil), Vincenzo Tiberti (FimCisl), Luigi D’Antonio (Fiom), Tiziano Deli (Ugl metalmeccanici) e alcune Rsu.

«L’azienda ha ipotizzato l’uscita da Rieti - dice D’Antonio - ma ha fatto sapere che ci sarebbero altri soggetti interessati. Il problema, però, è che al momento non c’è nessuna proposta concreta sul tavolo. E i tempi stringono. Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto garanzie in merito. Ciò che ci lascia perplessi è il fatto che si vuole uscire da un territorio che rientra nelle aree di crisi complessa».

Le richieste. Il sindacato ha chiesto che venga presentato il prima possibile un piano industriale alternativo. «Per il momento - sottolinea D’Antonio - parliamo di ipotesi, ma non abbiamo niente in mano. C’è stato detto che c’è l’idea di rilanciare lo stabilimento, chiediamo però che questo progetto si concretizzi il prima possibile».

«Fiducioso» ma «cauto» si dichiara il vicesindaco, nonché assessore alle Attività produttive, Sinibaldi: «Nel ringraziare il vescovo per aver voluto questo tavolo - osserva - voglio assicurare che il Comune lavora a scongiurare esiti negativi nella vertenza. Non ci si può permettere che un’azienda storica venga messa in discussione. Saremo al fianco dei lavoratori e delle parti sociali. E chiediamo al gruppo Kohler di farsi garante del piano di reindustrializzazione, che ci assicurano ci sia».

«È stata una giornata utile per affrontare un tema delicato, sul quale nei prossimi giorni ci dovrebbero essere dei risvolti. Ciò che ci sta a cuore è il futuro di questi lavoratori e delle loro famiglie», ha detto il presidente della Provincia Calisse. La Lombardini occupa oggi circa 150 persone con l’indotto ed è un’azienda storica del Nucleo industriale. Insediata a Rieti da 47 anni, produce motori per i settori dell’agricoltura, edilizia, industria, automotive e marine.

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