Elicottero caduto: il giallo del cavo
di acciaio per il wakeboard sul lago
Incidente forse causato da un “fattore esterno”

Elicottero caduto: il giallo del cavo di acciaio per il wakeboard sul lago Incidente forse causato da un “fattore esterno”
di Luca Brugnara e Maria Luisa Polidori
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Lunedì 28 Luglio 2014, 20:08 - Ultimo aggiornamento: 20:13

RIETI - Emergono due gialli, due interrogativi forti nella tragedia del lago del Salto, con l'elicottero precipitato, due uomini deceduti e un terzo ferito gravemente. In primis, si è trattato di un volo per verificare lo stato del mezzo, finito in tragedia dopo pochi minuti. L’elicottero che domenica è caduto a Varco Sabino, nell’incidente in cui sono morte due persone e una terza è rimasta ferita, si era alzato per «una messa in moto periodica».

Ma sono molteplici i particolari da chiarire e che sono ora oggetto dell’inchiesta aperta dalla Procura di Rieti dal pm Raffaella Gammarota: resta da accertare se il mezzo, un As350 della Eliossola, generalmente utilizzato per il servizio antincendio della Protezione civile regionale, ha avuto un guasto tecnico o se l’incidente è imputabile ad altre cause, come un «fattore esterno», che potrebbe essere la presenza di un cavo in acciaio oppure un malore del pilota. E proprio sulla presenza di un cavao di acciaio posto sulle rive del lago si sono ora incentrate le attenzioni dei carabinieri che conducono sul campo le indagini.

E, ancora, il motivo per cui, a bordo, oltre a pilota e copilota, ci fosse una terza persona, Angelo D’Angeli, il 67enne di Fassinoro, deceduto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. I particolari, a oltre 24 ore dalla tragedia, stanno comunque emergendo. Il mezzo è sotto sequestro e le salme saranno sottoposte ad autopsia. Altre inchieste sono state avviate dall’Enav e dall’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

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