Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Famiglia di Contigliano intossicata: analisi dell'Arpa sulla bottiglia dell'acqua. Aperta inchiesta in Procura

Famiglia di Contigliano intossicata: analisi dell'Arpa sulla bottiglia dell'acqua. Aperta inchiesta in Procura
di Emanuele Faraone
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 00:10

RIETI - Saranno resi noti nei prossimi giorni gli esiti degli esami microbiologici dell’acqua in bottiglia che potrebbe aver causato un’intossicazione alimentare ad una famiglia di Contigliano. Indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale di Rieti e coordinate dalla procura della Repubblica presso il Tribunale, dove è stato aperto un fascicolo - il cui titolare è la pubblico ministero Luana Bennetti - al fine di chiudere il cerchio sulla vicenda e risalire alla causa dell’intossicazione. Accertamenti che hanno coinvolto anche il settore preposto dell’Azienda sanitaria locale di Rieti, per quanto riguarda prelievi e campionamenti, mentre la parte relativa agli esami clinici dell’acqua sarà di competenza dell’Arpa Lazio

Gli accertamenti. Analisi mirate ad accertare se la causa della sospetta intossicazione sia riconducibile all’ingestione dell’acqua oligominerale naturale di una nota marca venduta in tutti i supermercati oppure, viceversa, gli esami andrebbero a determinare l’esclusione di questa ipotesi. Infatti, a seguito di ulteriori accertamenti medico-sanitari effettuati presso il nosocomio reatino la sera dell’accesso al pronto soccorso, all’origine dell’intossicazione non viene esclusa anche l’ingestione di cibo avariato o scaduto.

La vicenda. Il nucleo familiare, che aveva bevuto la stessa acqua, era poi finito al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo De Lellis di Rieti con uno stato febbrile e dei malori, ma non in pericolo di vita o con un quadro sintomatologico critico. Da qui era partita l’attività investigativa dei carabinieri volta ad accertare se la causa dei malesseri occorsi fossero dovuti all’ingerimento di acqua. Indagini che si sono focalizzate sul lotto di acqua minerale acquistato, di cui saranno inoltre esaminati termini di scadenza, il rispetto degli standard qualitativi e la sorveglianza dei parametri previsti dalla legge e presenti in etichetta. 
Tanti aspetti al vaglio del laboratorio analisi che saranno processati per poter espletare un completo check-up analitico.

Va comunque precisato che le acque destinate al consumo umano sono sempre altamente sorvegliate e monitorate attraverso analisi microbiologiche, criteri di valutazione, esame di cariche microbica e altri aspetti legati alla qualità e alla loro purezza delle acque. 
IL CASO SIMILE
Nei primi giorni del mese di agosto a scopo precauzionale a Pescara erano stati ritirati dal mercato due lotti di acqua minerale Guizza per “rischio microbiologico” a seguito dei campionamenti svolti dall’Arta Abruzzo per conto del Sian Asl di Pescara presso il sito produttivo di Popoli. Valori e parametri che agli esami effettuati presso i laboratori dello stabilimento erano risultati privi di alcuna criticità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA