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Rieti, famiglia intossicata: si attendono gli esiti dell’analisi sull’acqua minerale

Carabinieri
di Emanuele Faraone
3 Minuti di Lettura
Martedì 9 Agosto 2022, 00:10

RIETI - Indagano i carabinieri del comando stazione di Contigliano sull’intossicazione che ha portato un’intera famiglia al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. Stato febbrile e un quadro sintomatologico riconducibile a un’intossicazione alimentare sono stati i malori occorsi alla famiglia reatina, dopo una cena consumata tra le mura di casa. Probabilmente - ma saranno le indagini di laboratorio ad accertarlo con sicurezza - i malori si sono manifestati dopo aver bevuto dell’acqua oligominerale naturale, in bottiglia, di un noto marchio, acquistata in un supermercato nelle vicinanze del luogo di residenza. Al momento i carabinieri hanno inviato campioni di acqua al laboratorio analisi, per poter effettuare l’esame chimico-fisico dell’acqua, anche al fine di accertare se la causa dei malori insorti sia riconducibile all’assunzione di quell’acqua in bottiglia oppure possa essere stata provocata da altre cause o concause.

Si procede dunque anche per esclusione, ma quel che è certo è che il denominatore comune a tutte le persone che sono poi dovute ricorrere alle cure medico-sanitarie del personale del pronto soccorso, è quello di aver bevuto la stessa acqua oligominerale in bottiglia, acquistata in un supermercato. Entro un paio di giorni si conoscerà l’esito degli esami microbiologici dell’acqua ma, intanto, a scopo precauzionale, è stato bloccato il presunto lotto che potrebbe avere provocato i malori al nucleo familiare. Qualora gli esiti degli esami di laboratorio confermassero il mancato rispetto dei parametri, la concentrazione degli elementi superiore a quelli previsti dalla legge o altre tipologie di criticità come, ad esempio, i termini di scadenza, si procederà al sequestro. Le persone coinvolte non sono comunque in pericolo di vita.

Il precedente. È recente, di alcuni giorni fa, l’azione del Ministero della Salute che ha proceduto al sequestro di numerosi lotti di acqua minerale Guizza per rischio microbiologico e per la presenza di Staphylococcus Aureus. A tutela della sicurezza dei consumatori, la società aveva deciso di ritirare il prodotto finito confezionato, in quanto aveva evidenziato la contaminazione, nonostante da analisi interne non risultassero anomalie o criticità. Al momento - per quanto accaduto in provincia di Rieti con un altro “brand” - ci sarà da attendere i tempi tecnici necessari e fisiologici per il vaglio microbiologico degli esami di laboratorio.

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