Alessandra Mussolini, tutte le provocazioni della nipote del duce: dal "diavolo veste Prodi" al "meglio fascista che frocio"

Lunedì 27 Novembre 2017 di Luis Cortona
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Uno dei suoi grandi amori sono le magliette: da "Il diavolo veste Prodi" a "C'avete scassato", fino a "Orgogliosamente dalla parte sbagliata". Ma non di solo t-shirt sono fatte le provocazioni di Alessandra Mussolini, fiera nipote di Benito: «due mesi di mio nonno e a Ostia sarebbe tutto risolto», ha detto ai microfoni di Radio Cusano Campus. Proprio sulle sue radici familiari siu sono incentrate molte delle polemiche, delle liti che l'hanno coinvolta, spesso in tv, di cui non si riesce quasi più a tenere il conto, e che hanno creato un sottogenere pop: sono molti i fan che ancora oggi condividono, pubblicano, postano video vecchi di 15 anni con lei come protagonista.

Nel 2001 Alessandra Mussolini era ospite a Porta a Porta per un dibattito sulle molestie sessuali insieme all'allora ministro per le pari opportunità Katia Belillo. Dopo che questa le disse: «Ti chiami Mussolini e questo basta», la nipote del duce iniziò ad apostrofare il ministro come «brutta comunista», finché questa si spazientì e, dopo aver ricevuto un calcio, le lanciò addosso il microfono. Sempre nel salotto di Bruno Vespa, cinque anni dopo, la Mussolini ribadì il concetto. Questa volta furono Antonio di Pietro e Vladimir Luxuria ad incalzarla, accusandola di essere fascista: «E me ne vanto», rispose lei, per poi andare ancora al contrattacco: «Si veste da donna e crede di poter dire tutto quello che vuole... meglio fascista che frocio».

Sgarbi, Scanzi, Paola Concia, e poi il rapper Bello Figo, con cui lo scorso anno imbastì una discussione a "Dalla vostra parte" che è già nella storia della tv. La Mussolini negli anni ha litigato a più riprese con politici, giornalisti, persino ex colleghi di partito. Come quando nel novembre 2013, se la prese con Roberto Formigoni. «Mi dispiace di essere in collegamento, altrimenti avrei già messo amorosamente una mano sulla bocca della Mussolini», disse l'ex governatore della Lombardia. E lei replicò: «Io a te metto la mano da un'altra parte». Oppure quando alluse contro la deputata Nunzia de Girolamo: «Si sa come è diventata deputata». Per non parlare di quando in un fuorionda gli scappò detto che Bertolaso, candidato del centrodestra a sindaco di Roma, era impossibile da sostenere, perché «un c...ne»I suoi bersagli preferiti rimangono gli esponenti del centrosinistra: lo sa bene Emanuele Fiano, relatore della legge contro la propaganda fascista, tra gli ultimi bersagli della Mussolini, che lo ha definito «cretino»

La storia politica di Alessandra Mussolini è legata a doppio filo con l'ingombrante presenza del nonno, ma anche con una esuberanza difficile da contenere. Liti di cui ormai si è perso il conto, polemiche e provocazioni: la più celebre rimane però forse quella legata all'elezione del Presidente della Repubblica, nel 2013. Allora Mussolini entrò nell'aula della Camera indossando una maglietta con su scritto: «Il diavolo veste Prodi». 

 

Ultimo aggiornamento: 19:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA