Zona gialla Lazio, Lombardia e 14 regioni (5 arancioni): cosa cambia lunedì, spostamenti, bar e pizzerie

Zona gialla Lazio, Lombardia e 14 regioni (5 arancioni): cosa cambia lunedì, spostamenti, bar e pizzerie
di Francesco Malfetano
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Sabato 30 Gennaio 2021, 11:29 - Ultimo aggiornamento: 19:12

L'Italia torna gialla. Da lunedì infatti solo 5 regioni (Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Provincia Autonoma di Bolzano) saranno ancora in area arancione. Tutte le altre invece, compreso il Lazio oggetto di una lunga polemica su un'articolata interpretazione del Dpcm messa in piedi dal ministero della Salute nonostante dati alla mano vantasse il terzo Rt più basso del Paese (0,73), entrano nello scenario di tipo 1. Ovvero potranno tornare a respirare in zona gialla con bar e ristoranti riaperti fino alle ore 18 e la possibilità per i cittadini di spostarsi liberamente all'interno della propria Regione. Ma solo da lunedì perché, come fa sapere il ministero, bisognerà attendere la scadenza dell'ordinanza attuale per passare da un colore all'altro. Poco importa se nelle ultime due occasioni si è fatto diversamente e, quindi, si disorientano i cittadini o, soprattutto, commercianti e ristoratori.

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Il monitoraggio

Una maggiore libertà che è comunque stata guadagnata sul campo dagli italiani, come certificato dai dati del monitoraggio settimanale condotto dall'Iss tra il 18 e il 24 gennaio e analizzati ieri sera, nella consueta conferenza stampa della cabina di regia. Il miglioramento più significativo ha riguardato l'indice Rt che ha continuato la sua discesa passando dallo 0.97 dell'ultimo monitoraggio allo 0.84 attuale, attestandosi per la seconda settimana consecutiva sotto l'1. Solo l'Umbria, il cui Rt è si attesta a 0,95, in questo momento è classificata con un coefficiente di rischio alto. Estendendo invece l'analisi a livello bisettimanale calano anche il numero delle persone ricoverate in terapia intensiva - erano 2.487 il 19 gennaio, 2.372 il 26 gennaio - e quello dei ricoverati in aree mediche, da 22.699 (19 gennaio) a 21.355 (26 gennaio). Soprattutto il tasso di occupazione dei posti letto a livello nazionale è ora pari al 28%, entro la soglia del 30 identificata come critica.

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Colori, esperti perplessi

Meno ottimismo tra gli esperti Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, e Gianni Rezza, Direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, per quanto riguarda l'incidenza. Questa infatti a livello nazionale, nelle ultime due settimane è si risultata in calo passando da 339 casi per 100mila abitanti a 289, ma è decisamente «ancora lontana» dai livelli di guardia. O meglio, come si legge nel report pubblicato ieri, dai «livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti», vale a dire entro i 50 casi per 100mila abitanti. L'epidemia in pratica, spiegano Brusaferro e Rezza resta «in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale». Indicazioni tutto sommato chiare: l'Italia quasi tutta in zona gialla va bene, pensare che questo sia un liberi tutti no. 

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(di Cristiana Mangani) Si potrà nuovamente tornare a consumare nei bar, nei ristoranti, seduti al tavolo e non di corsa, in piedi, fuori dal locale. Resterà, invece, in vigore il divieto di uscire dalla propria regione. Essere in zona gialla vuol dire qualche libertà in più, con la consapevolezza, però, che la curva del contagio, ancora molto elevata, può sempre riservare cattive sorprese. Quindi, a parte la Puglia, la Sardegna, la Sicilia, l'Umbria e la provincia autonoma di Bolzano che saranno ancora arancioni, tutte le altre regioni diventeranno gialle: dal Lazio alla Lombardia.

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Quali sono i rischi

In questi ultimi giorni, dalla Cabina di regia le indicazioni circolate avevano lasciato in sospeso fino alla fine. L'indice Rt è sceso dappertutto sotto l'1, ma non sempre la curva sta seguendo lo stesso percorso, così come i decessi che restano molto elevati. E allora, che fare? Per passare a una fascia più soft era necessario - per il ministero della Salute - che per 14 giorni il livello di rischio fosse inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive. Quindi, se il cambiamento doveva essere sicuro per Calabria, Veneto ed Emilia Romagna, che sono entrate in zona arancione l'8 gennaio, per le altre bisognava accertare se durante i 14 giorni il livello di rischio fosse stato inferiore visto che la maggior parte dei provvedimenti è entrata in vigore dal 17 gennaio. Invece, Dpcm alla mano, questo iter non è stato percorribile e, a parte cinque regioni ancora arancioni, per gli altri è stata decretata zona gialla.
Bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie, pasticcerie, di nuovo aperti alle consumazioni ai tavoli fino alle 18. Resterà consentita la vendita con asporto anche dalle 18.00 alle 22.00, ma sarà vietata negli stessi orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande. E questo per evitare assembramenti e movida.

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Sport e cultura

L'altra novità delle zone gialle sono i musei e altri istituti di cultura aperti. Si potranno visitare dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata. Alle stesse condizioni saranno aperte al pubblico le mostre. Continueranno a rimanere chiusi i cinema e i teatri. Stessa cosa per le palestre, le piscine, che rimarranno fermi. Anche se sarà consentito a chi è in zona arancione la possibilità di recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati che sono in area gialla, «per svolgere esclusivamente all'aperto l'attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento».
Dal 16 gennaio al 15 febbraio 2021, poi, sarà possibile spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all'interno della propria regione o provincia autonoma. Dal 16 febbraio al 5 marzo gli spostamenti torneranno invece a essere consentiti da e per tutte le regioni ubicate in area gialla (salva l'eventuale sopravvenienza di nuove disposizioni limitative). 


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