Vaccini, a fine febbraio 6.300.000 dosi in Italia. Moderna in distribuzione fra un mese

Vaccini, Arcuri: «A fine febbraio 6.300.000 dosi consegnate». Moderna in distribuzione fra un mese
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Sabato 30 Gennaio 2021, 13:46 - Ultimo aggiornamento: 15:03

Quattro milioni di vaccini in più a febbraio. Li ha annunciati il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, durante il vertice con le Regioni per l'adeguamento del piano vaccinale dopo i ritardi nelle consegne di Pfizer (che dovrebbero essere rientrati) e Moderna. Alla riunione prendono parte anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il commissario straordinario per l'emergenza, Domenico Arcuri. «Arriveremo a fine febbraio a 6.364.808 dosi consegnate, per finire il primo target e iniziare già il secondo in attesa del via libera di Aifa a Astrazeneca». Ha precisato meglio Arcuri che ha fatto il punto sulla questione Pfizer, spiegando che l'azienda ha ridotto le fiale del 29% nella settimana precedente a questa e ridotto di circa il 20% le fiale consegnate questa settimana. «L'Avvocatura ha inviato la diffida e la richiesta alla Ue di iniziare un contenzioso per conto del governo italiano - ha detto, a quanto si apprende - Pfizer ha risposto alla prima lettera dicendo di essere inadempiente e che avrebbe recuperato nelle settimane successive, comunque entro la fine di marzo». Quanto a Moderna, la cui consegna è in arrivo alle regioni il 1 febbraio, «hanno comunicato che riduce, in maniera omogenea tra le regioni, del 20% le dosi della consegna dell'8/2 (da 163.200 a 132.200) e del 22/2», ma «dicono che nel mese di marzo recuperano le minori consegne». Quanto ad Astrazeneca, oggi Aifa dovrebbe decidere se sia somministrabile sopra i 18 anni e se le due dosi si devono fare tra le 4 e le 12 settimane.

«A febbraio arrivano ulteriori 4 milioni di vaccini che si sommano ai due già arrivati. Devono essere garantiti e soprattutto noi dobbiamo somministrarli in tempi rapidissimi», ha detto Boccia. 

«Arriveremo a fine febbraio a 6.364.808 dosi consegnate, per finire il primo target e iniziare già il secondo in attesa del via libera di Aifa a Astrazeneca», ha detto il commissario straordinario per l'Emergenza Coronavirus Domenico Arcuri. «Ad oggi - ha aggiunto - abbiamo somministrato 1 mln 800 mila vaccini, oltre 462 mila seconde dosi. La vaccinazione è ripresa, stiamo usando le dosi conservate e quelle che stanno arrivando per somministrare le seconde dosi». «La consegna dei vaccini Moderna alle regioni arriverà l'1 febbraio. L'azienda ha comunicato che riduce, in maniera omogenea tra le regioni, del 20% le dosi della consegna dell'8 febbraio (da 163.200 a 132.200) e del 22 febbraio, ma si impegnano a recuperare nel mese di marzo», ha poi spiegato.

Dalle Regioni è arrivato pieno sostegno al piano vaccini che andrà adeguato mese per mese in base alla distribuzione. Le Regioni hanno chiesto inoltre approfondimenti per i prossimi mesi sull'utilizzo dei monoclonali; sulla produzione di vaccini in Italia, sull'utilizzo degli specializzandi e sull'intesa con medici di medicina generale e farmacie.

Il verdetto dell'Aifa

Intanto, dopo l'ok ieri dell'Ema, oggi l' Aifa esaminerà il dossier del vaccino anti-Covid di AstraZeneca. L'ente regolatore europeo ha dato il via libera all'utilizzo del siero anglo-svedese dai 18 anni in su ma restano dubbi sulla sua efficacia per gli over 60. La Germania ha già annunciato che non somministrerà il vaccino Astrazeneca a chi ha più di 65 anni e anche la Francia sembra intenzionata a fare lo stesso. Il verdetto dell'Aifa è molto atteso proprio perché scioglierà le riserve su questo aspetto. Il commissario all'emergenza Domenico Arcuri avrebbe anticipato l'intenzione di limitare l'uso di Astrazeneca in Italia agli under 55. 

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Astrazeneca, la contesa con la Ue

A Bruxelles prosegue la polemica tra Commissione Ue e Astrazeneca, dopo l'annuncio della casa farmaceutica di un taglio del 40% delle consegne entro il primo trimestre 2021. Ieri la Ue ha pubblicato il contratto stipulato con l'azienda dal quale si evincerebbe che le dosi destinate al Vecchio Continente possono arrivare anche dagli stabilimenti Astrazeneca nel Regno Unito e non, come ha sostenuto in una intervista il Ceo di Astrazeneca Pascal Soriot, soltanto da quelli ubicati nell'Unione Europea. 

«Finora sono stati firmati contratti con sei società per garantire l'accesso a 2,3 miliardi di dosi di vaccino», ha precisato oggi la Commissione europea, ricordando che «sono in corso trattative con altre società per garantire più dosi».

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