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Reddito di cittadinanza, Orlando: «Correttivi contro i furbetti, serve un tagliando»

Reddito di cittadinanza, Orlando: «Correttivi contro i furbetti, serve un tagliando»
di Umberto Mancini
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Giugno 2021, 08:31

Al reddito di cittadinanza serve un tagliando. E lo stop all'emendamento al decreto Sostegni bis che puntava a imporre ai percettori dell'assegno di accettare lavori stagionali pena la decadenza, può considerarsi solo un incidente di percorso. Perché è proprio il ministro del Lavoro Andrea Orlando che vuole imprimere una accelerazione. Non è ancora chiaro se reintroducendo il correttivo saltato in un nuovo provvedimento o, come appare più probabile, attraverso una riforma più organica. Di certo, dice il ministro del Pd, «dobbiamo riconoscere un fatto: come è nato non ci piaceva. Certamente c'è bisogno di correttivi e di politiche attive, ma bisogna smettere con questa caricatura sul reddito di cittadinanza». E politiche attive del lavoro significa innanzitutto puntare sulla formazione e sulla qualità per fornire al mercato i profili professionali richiesti. La scorciatoia dell'assegno non risolve infatti il problema strutturale che è poi quello di trovare una occupazione stabile e duratura ai giovani o a chi ha perso il posto.

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LA LOGICA
«Se il sostegno si è rivelato efficace - è il ragionamento del ministro - per contrastare la povertà, dall'altro non ha invece favorito l'incrocio tra domanda e offerta di lavoro». E «raccontare che si sarebbero aiutate le persone a trovare lavoro tramite il reddito di cittadinanza è stato un errore». Orlando, dando un segnale concreto, vuole rivedere in maniera organica proprio il ruolo dell'Anpal e soprattutto quello dei navigator che, fino ad ora, non si sono rivelati efficaci.

Sulla stessa linea Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati: «In una stagione complicata come quella che stiamo vivendo, le misure di contrasto alla povertà non vanno certamente cancellate. Ma uno strumento come il reddito di cittadinanza va sicuramente rivisto. Bisogna eliminare le storture che sono emerse in questi anni». «Vanno rafforzati - dice Occhiuto al Messaggero - i controlli, per evitare che ci siano percettori illegittimi del reddito. In secondo luogo, e questo è l'intervento più urgente, occorre rafforzare le politiche attive, affinché i beneficiari siano realmente accompagnati al mondo del lavoro».

Non è accettabile, aggiunge - che ci siano giovani che preferiscono il reddito di cittadinanza ad una prospettiva occupazionale. «Peraltro - conclude - mi chiedo come mai non si abbia conoscenza di percettori del reddito che abbiano perso il beneficio per aver rinunciato a lavorare in un hotel o in un ristorante. Tra il divano e il lavoro la scelta giusta e conveniente deve ovviamente essere la seconda. Se il reddito di cittadinanza, così come attualmente confezionato, spesso premia la prima, evidentemente è giunto il momento di metterci mano».
Ma è Claudio Durigon sottosegretario leghista all'Economia, a tentare di non perdere il treno offerto dal decreto Sostegni bis che, come noto, consentirebbe ai tanti operatori del settore di utilizzare i percettori del Reddito per i lavori stagionali.

 


«L'emendamento proposto alla Camera probabilmente non era congegnato nel migliore dei modi - spiega Durigon - ma il tema del rapporto del reddito di cittadinanza e dei sussidi in generale con il lavoro e in particolare quello stagionale esiste tutto. Si tratta di un nodo che va sciolto, in modo da evitare disincentivi a questo tipo di attività. Sulla materia quindi bisognerà tornare, Noi come Lega proponiamo in particolare di intervenire nel settore del turismo con una decontribuzione totale per i contratti stagionali, il cui vantaggio sia diviso a metà tra datore di lavoro e lavoro e dipendente». Un modo per supportare il settore e offrire nuova occupazione.

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