Lotito, Palazzo Madama in sospeso: per non decidere sul presidente della Lazio mai proclamati 193 senatori

Palazzo Madama in sospeso: per non decidere su Lotito mai proclamati 193 senatori
di Emilio Pucci
4 Minuti di Lettura
Domenica 19 Settembre 2021, 08:59 - Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 11:02

«Calendarizzare il caso Lotito è assolutamente urgente, indispensabile. Sono preoccupato per questa impasse, mi riservo di intervenire in Aula per sottolineare questa inerzia. Non entro nel merito e non compete a me completare questa procedura ma così si fa un danno al Senato». Il presidente della giunta delle elezioni e delle immunità di palazzo Madama, il forzista Gasparri, lancia l'allarme sul ricorso presentato dal patron della Lazio che da anni reclama il seggio al Senato attribuito invece al senatore Carbone anch'egli eletto con FI ma poi passato a Iv. «La rilevanza giuridica - continua Gasparri - non riguarda solo gli interessati e le ricadute sono gravi».
IL CONTENZIOSO
Il 7 settembre 2020 la Giunta ha accolto il ricorso dell'imprenditore e presidente della Lazio, ma poi tutto si è fermato anche se ci sarebbe da risolvere anche il contenzioso tra la senatrice Minuto e Boccardi, con quest'ultimo che rivendica il seggio in Puglia e ha persino scritto una lettera al Capo dello Stato Mattarella contro la seconda carica dello Stato per omissioni di atto d'ufficio.

Quirinale, dal Mattarella-bis all'asse insolito per Draghi fino all'outsider di lusso: le ipotesi


Una vicenda di calcolo dei seggi in Campania per il patron della squadra biancoceleste e di un errore da parte della Corte di appello di Bari che tiene in sospeso tutti gli eletti nei collegi plurinominali alle ultime elezioni politiche. La mancata definizione delle due vicende in Campania e in Puglia impedisce infatti che la giunta per le elezioni possa deliberare la proposta all'Assemblea di convalidare gli eletti nelle altre regioni. Di fatto 193 senatori non sono stati proclamati. Nell'ultima conferenza dei capigruppo al Senato prima della pausa estiva la presidente di palazzo Madama, Casellati, aveva ricordato ai partiti la necessità di sciogliere il nodo. La questione si è riproposta martedì scorso. E' stata Fratelli d'Italia a riportare l'argomento all'attenzione. «Ho sollevato la questione dice La Russa -, per noi c'è un obbligo del Parlamento a deliberare. La presidente del Senato ci ha riferito che non è così, perché non c'è un termine fissato». Fratelli d'Italia ha quindi chiesto che se ne discuta nell'ufficio di presidenza. «La conferenza dei capigruppo si è sottratta di nuovo, dimostrando di perseguire interessi di parte. Ci impediscono di votare», denuncia ancora La Russa. Il Pd, Leu, Iv e il Movimento 5 stelle hanno infatti chiesto un ulteriore rinvio.

La scelta del Cda Rai spacca i partiti: scontro nel M5S e guerra Lega-FdI


La questione rimpalla inutilmente tra la presidenza e la capigruppo. Il calendario è comunque fitto. Da qui al 3 ottobre, giorno in cui si vota alle comunali, in Aula andranno i provvedimenti sul Covid, la giustizia civile e quella penale, poi nella settimana che precede le urne come da prassi si sospendono i lavori. «Non c'è spazio», sostiene la capogruppo di Leu, De Petris. Fermo restando che è impossibile che l'Aula si limiti a ratificare la decisione della Giunta dello scorso settembre, è necessario comunque un pronunciamento. I numeri sono comunque dalla parte dell'ex maggioranza rosso-gialla, convinta che se la questione che riguarda Lotito dovesse approdare nell'emiciclo ci sarebbero anche molti forzisti pronti a votare contro il patron della Lazio.

 

Eppure il presidente della Giunta Gasparri non ha mai mollato e due relazioni sulla vicenda sono state fatte da esponenti del partito di Berlusconi (la prima redatta da Malan, ora passato in FdI, che si dimise dopo aver dato però ragione all'esponente di Leu, De Cristoforo; la seconda messa nero su bianco dal senatore Paroli). Ora non è escluso che possa muoversi la magistratura anche se le toghe non hanno la possibilità di deliberare sul Senato.
La procura di Roma dopo la denuncia di Boccardi ha comunque aperto un fascicolo. Inoltre c'è un precedente: il deputato pugliese Faggiano fu proclamato parlamentare a pochi giorni dal termine della scorsa legislatura e nel 2007 ottenne il riconoscimento di tutti gli arretrati: 1,7 milioni di euro.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA