Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Grillo, ultimatum a Conte sul secondo mandato. Ma l'ex premier smentisce: «Nessun aut aut»

Tra domani - con il rientro di Conte a Roma - e venerdì una decisione verrà presa

Grillo, ultimatum a Conte: «Se deroghi sul secondo mandato lascio il M5S»
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Luglio 2022, 16:51 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 07:36

Grillo difende il secondo mandato arrivando anche a minacciare un addio al suo Movimento 5 Stelle . E in questo senso si legge l'ultimatum recapitato a Giuseppe Conte in una telefonata avuta nella serata di ieri: sarebbe il fondatore del M5S disposto anche ad abbandonare la nave se una delle regole auree del partito dovese essere aggirata: «Se deroghi al secondo mandato devo fare a meno di me, lascio il Movimento 5 Stelle», l'affondamento del fondatore e garante.

Conte: «Campo largo da Calenda a Brunetta, noi siamo altro. Dai giovani urlo di disperazione per gli stipendi bassi»

Conte: nessun aut aut

«Tra me e Beppe Grillo non c'è stata nessuna telefonata ieri sera. Smentisco categoricamente tutte le indiscrezioni in merito a un suo aut aut su questioni interne al Movimento. Abbiamo di fronte una grande battaglia da combattere tutti insieme per il Paese, guardiamo uniti nella stessa direzione». Così il leader del M5S, Giuseppe Conte.

Elezioni, Draghi: autunno complesso, governo non si ferma. Letta: costretti a fare alleanze. Renzi: IV va da sola

Il nodo del secondo mandato

Da qui alle verrà 48 ore il nodo andrà sciolto, tra domani - con il rientro di a Conte Roma - e venerdì una decisione presa. Ma la posizione del fondatore e padre nobile del Movimento resterebbe granitica, anche alla micro-deroga , caldeggiata dall'ex premier, che salverebbe appena 4-5 fedelissimi. Conte, stando alle voci interne Movimento, non avresti intenzione di andare allo scontro con Grill, ecco le possibilità di arrivare a una "eccezione" limitarsi a vendere lo sconforto dei parlamentari con due spalle.

Conte: «Campo largo da Calenda a Brunetta, noi siamo altro. Dai giovani urlo di disperazione per gli stipendi bassi»

«Il simbolo è di Grillo, anche se Conte dovrebbe decidere di rompere - e non lo farebbe mai - andremmo a sbattere. È Grillo che ci lascia senza M5S, non il contrario», ragiona un big pentastellato con l'Adnkronos. Nel confronto che Grillo e Conteavranno nelle candida ore c'è inoltre tra le domande da dimere, anche quella delle parlamentarie, ovvero la selezione dal basso che da sempre ha contraddistinto le casa M5S. I tempi stringono ed è complicato metterle in piedi, anche se da Statuto - articolo 7, lettera A - sono previste. Grillo, raccontano alcuni beninformati, sarebbe per mantenerle, il che si traduce - per gli aspiranti deputati e senatori pentastellati - nella presentazione di certificato penale, certificato dei carichi pendenti e il 335 cpp se a conoscenza di indagini o procedimenti penali a carico. Documenti difficili da tirare fuori nel mese di agosto. Tanto che, nei vertici, si era anche ragionato dalla possibilità di ovviare con un escamotage, magari sottoponendo le liste, già definito, al voto della base.

© RIPRODUZIONE RISERVATA