GOVERNO

Governo, riunione di maggioranza a Palazzo Chigi. Conte: «Procedere compatti». Ad aprile riforma Irpef

Giovedì 30 Gennaio 2020
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Nel «giro di pochi giorni» il governo si darà un'agenda di priorità: in cima, la riforma del fisco, con la revisione delle aliquote Irpef e forse anche una rimodulazione dell'Iva. La «fase due» parte da qui: da un confronto che Giuseppe Conte annuncia «intenso e serrato» ma «in tempi rapidi». Il premier riunisce a Palazzo Chigi i capi delegazione dei quattro partiti di maggioranza per avviare l'annunciata verifica. Seguiranno tavoli di lavoro sui singoli temi, con il coinvolgimento dei parlamentari. Ma il confronto che già si è aperto tra Dem e Cinque stelle su temi come la modifica di quota 100 e reddito di cittadinanza sembra dire che non sarà facile. Conte riassume in un tweet il messaggio con cui apre l'incontro con Alfonso Bonafede (M5s), Dario Franceschini (Pd), Roberto Speranza (Leu) e Teresa Bellanova (Iv): «Il Paese ha molte urgenze e i cittadini attendono tante risposte. Dobbiamo procedere spediti, determinati, compatti». Per l'occasione conia anche un hashtag «#Agenda2023», a indicare l'orizzonte che intende dare alla durata del governo. 

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Il premier tiene i contatti con i capi dei partiti, sente spesso Nicola Zingaretti, incontra il reggente M5s Vito Crimi, e assicura che le fibrillazioni del Movimento non impatteranno sul governo: la verifica non rallenterà per aspettare gli Stati generali del Movimento. Una delle ragioni è anche che con Roberto Gualtieri il premier intende iniziare a «lavorare con grande anticipo sulla manovra» e cioè presentare già ad aprile la riforma fiscale. Il ministro dell'Economia ribadisce di voler scrivere il disegno di legge per riformare l'Irpef e promette che i decreti attuativi saranno pronti entro il 2020, così che il taglio delle tasse sia effettivo già dal prossimo anno. Su come farlo, però, la discussione si annuncia tutt'altro che semplice, perché ogni partito ha la sua ricetta e già Iv chiede di inserire lo stop a «sugar» e «plastic tax». Ma la novità è che rimodulare le aliquote Iva non è più un tabù: si discuterà di come farlo. Nel giorno dell'avvio della verifica nessun partito alza davvero i toni. Ma ciascuno marca le sue parole. Il segretario Pd Zingaretti invoca «una nuova stagione di cambiamento» da affrontare con «calma, gesso e pancia a terra». I Dem a più voci invocano un tagliando a reddito di cittadinanza e quota 100. Ma sul fronte della discontinuità urtano contro i Cinque stelle, che non intendono smentire quanto fatto con il governo «gialloverde»: «Non si toccano», dice la ministra Nunzia Catalfo. Di più. Vito Crimi respinge l'idea di una confluenza dei Cinque stelle nel campo del centrosinistra e difende battaglie come il reddito di cittadinanza: «Abbiamo un nostro campo, fatto dei nostri valori». Conte, pur lavorando perché i temi dell'agenda di governo si amalgamino proprio in funzione di future alleanze, placa gli ardori e indica una via mediana: «Più che rivedere il reddito di cittadinanza dobbiamo completarlo».

Ma, anche per garantire i propri temi e arginare fughe in avanti dei Dem, il Movimento chiede che la piattaforma della «fase due» diventi un dettagliato cronoprogramma: «Abbiamo fatto tanto, è il momento di mettere il turbo», dichiara il nuovo capo delegazione Bonafede. Mentre Matteo Renzi si spinge oltre e si prepara a lanciare dall'assemblea di Italia viva la sua ricetta di «buon governo» alternativa al «populismo» (i 5s sono avvertiti) per «crescere, dopo gli ultimi mesi di stagnazione», con infrastrutture e tagli di tasse. Speranza per Leu batte sul tasto delle modifiche al Jobs act. Il Pd rilancia su ius culturae, modifica dei decreti sicurezza, ma anche su temi come l'aumento a 18 anni dell'obbligo scolastico. Il Movimento tiene al salario minimo e al conflitto d'interessi, ma difende anche le proprie posizioni su temi come la prescrizione e la revoca delle concessioni ad Autostrade, che sono i primi da risolvere, già la prossima settimana. Sciogliere i nodi e intanto convocare i tavoli di governo per lanciare misure «attese» e impostare riforme strutturali. Così procederà Conte, mentre sotto traccia aprirà il confronto tra i partiti sulle nomine per centinaia di aziende pubbliche..​
 

 

Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio, 09:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA