Craxi, il fotografo personale smentisce il film: «Lo scatto in ospedale? Ci fu, me lo chiese lui»

Domenica 12 Gennaio 2020 di Marco Pasqua
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Hammamet, il fotografo personale di Craxi: «Film impreciso». E su quella foto scattata in ospedale...

Umberto Cicconi, 61 anni, è stato il fotografo personale di Bettino Craxi dal 1980 al 2000, l'anno della morte. Lo ha seguito ovunque, in ogni viaggio all'estero («penso che avremo fatto nove volte il giro del mondo», dice, oggi, ripensando alle missioni incontrato i più grandi Capi di Stato), fino alla sua scomparsa. E, da allora, difende la sua memoria.

Come giudica il film "Hammamet"?
«Favino è stato davvero straordinario, la sua interpretazione mi ha colpito e penso ma penso la pellicola contenga molte inesattezze, imprecisioni».

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Ci fa qualche esempio?
«Il più eclatante: prima dell’intervento alla gamba, nell'ospedale militare di Tunisi, il personaggio che interpreta la figlia di Craxi dice al padre che fuori dalla stanza non c’era alcun fotografo. È falso, come dimostra la foto che ho scattato io, nel 1997. Me la chiese proprio Craxi, perché voleva mostrare ad Antonio di Pietro - che aveva minimizzato la sua malattia - in che condizioni si trovasse realmente. "Così vede come sto per davvero", mi disse. I medici volevano amputargli la gamba, ma alla fine riuscirono ad evitarlo, con un altro intervento. Io gli sono stato vicino fino all'ultimo, come dimostrano tutte le foto che conservo nel mio archivio».


Bettino Craxi e Umberto Cicconi

E gli altri personaggi del film?
«Penso che sia dato spazio a delle figure che, nella realtà, erano poco presenti. La figlia c'è sempre, quando, in realtà, nell'ultimo periodo non veniva poi così spesso. Inoltre, si vede poco la moglie e questo non corrispondeva al vero. Si parla anche di una figlia che accompagnava Craxi dall’amante: falso. Ma vi pare che una persona come lui, accettasse di andare con la figlia dall'amante? Quell'immagine non mi è piaciuta ed è stato doloroso vedere un leader dipinto in quel modo». 

Lei compare nel film?
«Forse sì, sono il ragazzo che lo segue ovunque, con la telecamera, anche se io usavo solo la macchina fotografica. Chissà, magari ero davvero io. In effetti, quel giovane che cucinava la pasta alle 3 di notte a Bettino - come facevo io, dopo le nostre lunghe chiacchierate - mi assomiglia molto. Ma, comunque, c'erano troppe incongruenze. Penso che nella realizzazione di questa pellicola si sia sentita solo una campana: e mi dispiace molto».

Ma il Craxi rappresentato, si avvicina a quello che ha seguito per 20 anni?
«Sotto certi punti di vista no, sono sincero, anche se lo ripeto: l'interpretazione di Favino è stata davvero speciale».

Lei che rapporto aveva con Craxi?
«Le rispondo con un aneddoto. C'è una frase che ripeteva spesso, Bettino: "Ti avrei voluto avere come figlio". Una volta mio padre, risentito, andò da lui e gli disse di piantarla con questa storia. A parte questo, sono fiero di averlo seguito per 20 anni e di aver documentato la sua vita, personale e politica».

Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 11:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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