Brexit, tutelati (per ora) turisti e studenti: si entrerà sempre con la carta d'identità

Venerdì 18 Ottobre 2019
Brexit, tutelati (per ora) turisti e studenti: si entrerà sempre con la carta d'identità

Per affrontare il tema delle conseguenze concrete della Brexit la miglior cosa da fare sembra essere quella di ricorrere ad una buona dose di aplomb britannico. Inutile panicare, insomma. Dopo l'intesa raggiunta ieri fra il governo di Londra e la Commissione Europea, ora la parola passa al parlamento britannico dove non è detto che passi. Ma in ogni caso, sia che l'accordo venga approvato sia che venga bocciato, è assai improbabile che nel breve periodo cambi qualcosa di concreto. Tradotto: non è interesse di nessuno mettere in pericolo le vacanze a Londra del prossimo novembre né tanto meno quelle di Natale.

Brexit, accordo fatto con l'UE.

Né è immaginabile che dall'oggi al domani vengano organizzati sbarramenti dogali per le merci e controlli capillari agli ingressi delle persone oltre a quelli che già vengono effettuati. Secondo tutti gli addetti ai lavori, se il parlamento britannico dirà di si all'accordo di ieri scatterà il già previsto periodo di transizione fino al dicembre 2020 durante il quale di fatto non cambierà nessuna delle regole attuali né per le persone né per le imprese. In caso di no o si arriverà ad una proroga a gennaio della Brexit oppure il governo britannico varerà misure di emergenza che equivarranno alla fase di transizione. Se l'aplomb sembra essere una via d'uscita accettabile nel breve periodo il discorso cambia nel lungo, probabilmente dal 2021. Spiace scriverlo, ma se finora il numero di studenti stranieri iscritti alle scuole inglesi è sceso del 10% d'ora in avanti il fenomeno crescerà esponenzialmente. E anche per chi cerca un lavoro all'estero la Gran Bretagna non sarà più fra le mete più ambite.

Borse asiatiche miste. Tokyo in rialzo
 


TURISTI, AL SICURO NATALE E WEEKEND
Non c’è bisogno di agitarsi: a breve non cambia nulla e dunque si potrà tranquillamente andare a Londra per il week end di novembre e per Natale. Per i cittadini dell’Ue non servirà alcun visto per 6 mesi, durante i quali potranno entrare e girare liberamente nel Regno Unito con passaporto o carta d’identità. In futuro potrebbe però essere necessario dotarsi di un’autorizzazione preventiva come accade per gli Stati Uniti. Il passaporto serve fin da subito solo per i familiari di cittadinanza non Ue (ad esempio ucraina o giapponese) di cittadini britannici o europei. 

UNIVERSITÀ PIÙ CARE MA NON SUBITO
Dal referendum sulla Brexit gli studenti stranieri iscritti alle scuole inglesi sono diminuiti del 10%. Finora però - a parte l’atteggiamento un po’ più fiscale degli affittuari di case - le regole non sono state cambiate e gli studenti italiani pagano la metà della retta universitaria prevista, ad esempio, per un giapponese che non ha passaporto Ue. Non è chiaro quando, ma in futuro lo “sconto” per gli studenti europei che intendono studiare in Gran Bretagna dovrebbe essere revocato. Ma, costi a parte, il punto vero è quello delle incognite: dopo la Brexit il Regno Unito offrirà le stesse opportunità di oggi?

LAVORATORI, PER ORA NIENTE VISTO
Per gli italiani che lavorano da 5 anni in Gb non cambia nulla. Novità invece arriveranno per i lavoratori meno qualificati, come camerieri, dipendenti di hotel, ecc. In linea di massima (è bene attendere che l’accordo definitivo sulla Brexit diventi ufficiale) fino al 2025 i cittadini europei potranno continuare a entrare nel Regno Unito, anche senza avere già un contratto di lavoro, ma se non troveranno un posto potranno fermarsi per non oltre un anno. Regole più lasche invece per i lavoratori impegnati nelle professioni come i medici, di cui gli inglesi hanno gran bisogno.

RISPARMI, FUTURO INCERTO: ORA È TUTTO OK
Nel breve periodo per chi ha la fortuna di potersi permettere una casa a Londra o di investire tramite operatori della City la Brexit porterà pochissime novità. E’ interesse della Gran Bretagna mantenere Londra fra le principali piazze finanziarie del mondo e questo risultato si ottiene in un solo modo: attirando capitali con leggi semplici e tasse basse. Bisognerà vedere, però, se l’attuale equilibrio reggerà fra qualche anno. L’euro è moneta sicura, la sterlina molto meno. E l’Europa potrebbe, in futuro, voler mantenere più capitali nei propri circuiti. Per ora però è tutto tranquillo.

IMPRESE SORPRESA: È BOOM DEL MADE IN ITALY
Lo sanno in pochi, ma paradossalmente la Brexit ha fatto bene alle esportazioni italiane verso il Regno Unito. Il fatto è che le imprese inglesi (che apprezzano i prodotti made in Italy e nel 2018 ne hanno importato per oltre 23 miliardi di euro) hanno anticipato tutti gli acquisti per evitare problemi in caso di fuoriuscita disordinata dall’Europa. Se tutto andrà secondo i piani, nei prossimi mesi scatterà un periodo di transizione e solo dopo le merci dovranno passare per dogane vere e proprie. Per ulteriori info gli inglesi hanno isituito un sito ad hoc: www.gov.uk/brexit-eu-traders.
 

Ultimo aggiornamento: 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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