Maria Grazia Cucinotta: «A Keanu Reeves dissi no. Il postino? Realizzai il sogno di mio padre»

Nata a Messina il 27 luglio 1968, ha partecipato quando era giovanissima Miss Italia. Non ottiene la vittoria, ma viene ugualmente notata da un’agenzia di Milano che la contattò

Maria Grazia Cucinotta: «A Keanu Reeves dissi no. Il postino? Realizzai il sogno di mio padre»
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Lunedì 16 Maggio 2022, 09:43 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 10:52

Attrice, ex modella, dal 2005 anche produttrice cinematografica, Maria Grazia Cucinotta è uno dei volti più noti del cinema italiano. Nata a Messina il 27 luglio 1968, ha partecipato quando era giovanissima Miss Italia. Non ottiene la vittoria, ma viene ugualmente notata da un’agenzia di Milano che la contattò. «Mi ero iscritta al concorso a 16 anni, papà non mi lasciò andare. Così ci riprovai a 18 appena compiuti. Partii da Messina con il treno delle 8.30, in borsa avevo la focaccia di mamma e qualche mela. Non ho vinto ma sono arrivata in finale. Fui notata da un’agenzia di Milano. “Se per caso passi in città fatti viva”, mi proposero. Capirai, mica era sotto casa, da giù allora ci volevano 24 ore», racconta la Cucinotta in una lunga intervista rilasciata Corriere della Sera.

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Alla fine però al Nord ci andò, dove cominciò a lavorare come segretaria. «Mi trasferii a Brescia da mio fratello Gaetano che mi trovò un posto da segretaria. Per arrotondare faceva il fotografo, mi compose lui il primo book, ma come modella non avevo speranze, troppo seno. Richiamai quell’agenzia di Milano e ottenni il primo provino». Un provino non da poco: era con Renzo Arbore, per «Indietro tutta!». «Fu un disastro. Mi presentai davanti a Renzo Arbore, Alfredo Cerruti, Arnaldo Santoro, Nino Frassica, capirai, mi presero in giro senza pietà. “Cosa sai fare?”. “Nulla”. Ero un’imbranata. Avevo il cuore in gola e le orecchie viola. Alla fine mi scelsero forse per compassione, per fortuna ero fotogenica». Un'esperienza comunque molto importante, che le consentì di confrontarsi per la prima volta col mondo della televisione. «Mi ritrovai in un grande, allegrissimo caos, dove tutto era improvvisato, per me era la prima volta in tv, non sapevo come muovermi, non capivo niente, però ero contenta così. Appena si accendeva la telecamera, le Ragazze Coccodè e le Cacao Meravigliao si contendevano l’inquadratura sgomitando, come la palla in un campo da rugby, volavano in aria nuvole di piume, per mantenere l’ordine hanno separato i camerini».

Nel 1990 l'esordio al cinema in «Vacanze di Natale ‘90» con Boldi e De Sica. «In cui mi ha doppiato Simona Izzo perché avevo ancora un accento siciliano troppo forte. C’era Moira Orfei, che arrivava già truccata e pettinata, perfetta. “Senti qui che braccio, tocca quanto sono soda”, mi ripeteva mentre parlava al telefono con i domatori del circo». Ma è al fianco del grande Massimo Troisi, con «Il postino», che arriva la fama internazionale. «Mio padre faceva il postino, come poi mio fratello, mia sorella, mio cognato e mia nipote. In realtà anch’io avevo vinto il concorso e un contratto di tre mesi, ma ci ho rinunciato, ormai avevo preso la mia strada. Papà mi ha tenuto il muso per anni, fino al film con Massimo Troisi: in qualche modo avevo realizzato il suo sogno». Tanti i ricordi dal set. «La pazienza infinita di Massimo con me, una semi sconosciuta in un cast stellare. Per timidezza parlavo velocissima, avevo paura di rubare troppo tempo».

Fu proprio l'allora fidanzata di Troisi a raccomandarla per la parte fu Nathaly Caldonazzo. «Ci eravamo conosciute a “Fantastico 10”, con Massimo Ranieri e AnnaOxa. Nathaly era bellissima, quando passava faceva rigirare pure le mattonelle. “Saresti perfetta”, insisteva. “Ci penso io”. E lo ha convinto. Lei e Massimo si amavano moltissimo, la sua morte fu il più grande dolore della sua vita. Sono 28 anni che la ringrazio, anche se adesso ci siamo perse».

Rifiutò poi una partene «L’avvocato del diavolo», un film del 1997 diretto da Taylor Hackford, basato sull'omonimo romanzo di Andrew Neiderman, perché c’era da spogliarsi. «Ero tentata, un film con Al Pacino e Keanu Reeves, no, dico, Keanu Reeves, che quando lo vedi ammutolisci. Pensavo: e quando mi ricapita? Però nel copione c’era un nudo continuo e io con questo seno gigante mi sarei sentita a disagio e avrei rovinato tutto. Ho sempre avuto il complesso, a 13 anni ero già così, che vergogna, non vedevo l’ora di ridurlo con un intervento, poi ci ho rinunciato, forse non avrei avuto lo stesso successo, però non mi è mai sembrato bello, troppo ingombrante, per nasconderlo ingobbivo le spalle. E poi è dura farsi prendere sul serio, nessuno ti guarda negli occhi. “Ah, ma sei anche intelligente”, è una frase che ho sentito spesso».

Nella sua carriera televisiva anche molti spot. Famosissimi quelli dell’acqua minerale con Del Piero. «Alex è simpaticissimo, ci siamo ammazzati dalle risate con lui e il regista Marcello Cesena, ed è anche un gran professionista, quando qualcuno ha successo c’è sempre un perché. E non ho mai avuto così tante richieste di amici per venirmi a trovare sul set».

 

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