I fiori diventano un lusso: prezzi lievitati. «In tanti ripiegano su composizioni più piccole o finte»

I fiori diventano un lusso: prezzi lievitati. «In tanti ripiegano su composizioni più piccole o finte»
di Laura Alteri
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Martedì 1 Novembre 2022, 11:35

Un fiore in memoria dei familiari defunti: anche questo semplice gesto d'amore è diventato un sacrificio per molti italiani che, pur di non rinunciare a ricordare i propri cari, comprano mazzi più piccoli o optano per i fiori finti. Più del 69% degli italiani acquisterà garofani, crisantemi, rose e margherite da portare al cimitero durante la festa dei morti. Il vertiginoso aumento dei costi di produzione, delle materie prime e il conseguente incremento dei prezzi sul mercato, sta condizionando le scelte di molti, che al fiore fresco alle volte preferiscono composizioni finte o piante più resistenti.


«Prima il Covid, adesso la crisi energetica: i cittadini cercano di risparmiare dove possono. Anche per noi i costi sono lievitati, con un aumento del 20%: adesso una scatola di 10 orchidee è arrivata a costare 90 euro. Inoltre molte qualità dall'estero costano care e alcune tipologie non conviene più acquistarle, altrimenti bisognerebbe venderle a prezzi davvero troppo alti», spiega Alessia, titolare del chiosco Eden, che gestisce con la mamma Pina e la sorella Angelica. «Anche qui abbiamo subìto rincari sulla bolletta dell'elettricità: qualche mese fa pagavamo 50 euro, adesso 250 euro per accendere un frigo e una macchinetta del caffè». Salgono i prezzi anche degli imballaggi, dalla plastica per i vasetti (+72%) al vetro (+40%) fino alla carta (+31%): «Tutto costa almeno il doppio. Anche i lumini sono passati da 3 a 5 euro e la cera all'interno è dimezzata», continua Alessia.


«Ad Aprilia ci tengono molto alle composizioni per il cimitero, ma adesso anche i fiori sono un lusso», afferma Giusy, del chiosco Prima di su via dei Cipressi. «Prima un pacco di fialette per orchidee costava 12 euro, adesso 21 euro. L'Anthurium ad esempio è aumentato del 70% dal fornitore al negoziante e noi abbiamo dovuto aumentare del 30% il prezzo al cliente. Prima si ordinava in grande quantità, adesso compriamo pochi pezzi per tipologia per garantire comunque la varietà. Sono lievitati i costi del trasporto aereo e su gomma: così i costi dei fiori provenienti dall'estero, Colombia, Kenya, Egitto, Olanda, India, hanno subìto un'impennata incredibile. Per quanto riguarda la bolletta dell'elettricità, sono passata da 180 a 258 euro al mese». «Se prima venivano tutte le settimane a comprare fiori freschi, adesso aspettano anche quindici giorni. Oppure optano per le composizioni finte», spiega Susy, titolare del chiosco Primavera, alle porte del cimitero di Aprilia.

«Abbiamo dovuto ritoccare di 1 o 2 euro i prezzi, i classici garofani o crisantemi si possono ancora vendere a prezzi sostenibili, mentre molti altri sono inavvicinabili. Molte volte prendiamo fiori e piante solo su ordinazione». «Anche le spugne per i vasi costano il 30% in più e questo incide sul costo complessivo delle composizioni. I prossimi mesi ci preoccupano molto: sarà prodotto il 60% in meno di crisantemi perché i costi sono insostenibili. Da gennaio sarà sempre più difficile reperire fiori», spiegano Filippo, fiorista del chiosco Fill e Savina del chiosco Il petalo, già penalizzati dalla chiusura di un lato del cimitero per via dei lavori in corso.


Anche i produttori accusano la crisi: le spese per i vivai sono raddoppiate (+95%) con punte che vanno dal +250% per i fertilizzanti al +110% per il gasolio o il +1200% per il metano per le serre. «Il clima poi non aiuta: con questo caldo anomalo ho fioriture anticipate di 15 giorni che devo poi vendere tutte insieme», spiega Paolo, produttore con un banco al mercato.

 

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