Latina, ha ucciso la suocera: Antonino Zappalà resta in silenzio davanti al giudice

Latina, ha ucciso la suocera: Antonino Zappalà resta in silenzio davanti al giudice
di Elena Ganelli
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Martedì 18 Gennaio 2022, 05:01 - Ultimo aggiornamento: 14:49

Resta in carcere Antonino Salvatore Zappalà, il 44enne di origini catanesi arrestato sabato pomeriggio con l'accusa di avere ucciso la suocera, Nadia Bergamini, 69 anni, all'interno dell'appartamento di via Casorati nei pressi del centro commerciale Morbella e considerato particolarmente pericoloso. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario al termine dell'interrogatorio che si è tenuto in collegamento con il carcere di Santa Maria Capua Vetere dove è detenuto e che si è concluso con la convalida del suo arresto.
L'uomo, assistito dall'avvocato Roberto Perrino, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere ed è rimasto in silenzio davanti al magistrato. Nell'ordinanza di convalida del fermo il gip motiva la decisione di lasciare in carcere il 44enne sia con i gravi indizi di colpevolezza a suo carico che con la personalità dell'indagato, ritenuto particolarmente pericoloso.

La difesa non ha presentato alcuna istanza per ora. Zappalà è accusato di omicidio volontario aggravato dalla condizione di semi infermità della vittima e resistenza a pubblico ufficiale e secondo la ricostruzione degli investigatori avrebbe aggredito la donna, che si trovava sulla sedia a rotelle, durante una lite nell'abitazione che condivideva con lei, con la compagna figlia della vittima - e con il figlio della coppia, provocandole lesioni di tale gravità da causarne la morte dopo il ricovero in ospedale e un intervento delicatissimo di neurochirurgia con il quale i sanitari del Santa Maria Goretti hanno tentato di salvarle la vita. Sarà l'autopsia, in programma per oggi, a stabilire con maggiore esattezza le cause della morte: oltre all'ematoma cerebrale sul corpo della donna erano presenti altri ematomi e contusioni su tutto il corpo, che non sarebbero compatibili con una caduta accidentale dalla sedia a rotelle ma sarebbero la conseguenza di una violenta aggressione.


A trovare la vittima a terra e ad allertare i soccorsi è stata proprio la figlia al suo rientro a casa che per ora resta sotto sequestro su provvedimento del sostituto procuratore Marco Giancristofaro, titolare dell'indagine. Il genero della vittima all'arrivo degli investigatori della Squadra mobile si è anche scagliato contro di loro senza fornire alcuna spiegazione così come ha fatto del resto nell'interrogatorio di ieri mattina. Ulteriori dettagli potrebbero emergere dall'autopsia disposta dal magistrato che oggi affiderà l'incarico al medico legale Gianluca Marella che dovrebbe procedere già in giornata con gli accertamenti richiesti dagli investigatori.

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