​Statali, aumenti maggiori ai redditi da 25 mila euro

Statali, aumenti maggiori ai redditi da 25 mila euro
di Andrea Bassi
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Venerdì 2 Dicembre 2016, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 09:10

L’accordo politico firmato da sindacati e governo sul rinnovo del contratto del pubblico impiego è soltanto il primo tassello di un mosaico. Che si preannuncia ancora complesso. Le indicazioni di principio inserite nel testo, dovranno adesso essere tradotte prima in un atto di indirizzo che il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, dovrà inviare all’Aran, l’Authority che si occupa della contrattazione del pubblico impiego, e poi la stessa Authority dovrà chiamare al tavolo i sindacati per trovare un accordo sui contenuti. Il primo nodo da sciogliere riguarda proprio l’atto di indirizzo. Il verbale di accordo sottoscritto dai sindacati e dal governo, prevede diverse modifiche normative, a cominciare da quelle sul salario accessorio previste dalla legge Brunetta, che sono state demandate al nuovo Testo unico sul pubblico impiego. Si tratta di un provvedimento che vedrà la luce soltanto a febbraio del prossimo anno. Dunque la direttiva dovrebbe essere costruita su norme che ancora non esistono. Bisognerà, insomma, trovare il modo di convincere l’Aran ad aprire il tavolo “sulla parola”. L’alternativa sarebbe quella di rinviare l’atto di indirizzo a dopo il varo della riforma del pubblico impiego. 

LE QUESTIONI APERTE
Altri nodi, sui quali c’è un accordo politico, dovranno essere poi affrontati sul piano tecnico. A cominciare, per esempio, dalla questione del bonus da 80 euro. Il problema è questo: il bonus Renzi si riduce drasticamente dopo i 25 mila euro lordi annui di reddito, e si azzera a 26 mila euro. L’aumento lordo mensile medio di 85 euro, farebbe superare la soglia di reddito, e dunque perdere il bonus, a circa 200 mila statali. Chi si trova in questa situazione, dovrebbe ricevere un aumento di stipendio più consistente di 85 euro, tale da compensare anche il bonus da 80 euro. Secondo i sindacati per “indennizzare” tutti gli statali che si trovano in questa situazione, servirebbero altri 400 milioni di euro. Il governo, invece, è di un avviso diverso. La compensazione andrebbe trovata all’interno dei 5 miliardi di risorse che costerà l’aumento medio di 85 euro per i 3,2 milioni di statali. Siccome l’accordo prevede di privilegiare i redditi più bassi, i soldi necessari per compensare la perdita degli 80 euro per chi è a ridosso dei 25 mila euro di reddito, arriverebbero da un minore aumento per chi guadagna di più. Ci sarebbe anche una soglia oltre la quale l’aumento non scatterebbe affatto. Il ministro Madia ha sempre parlato di 200 mila euro, ma alla fine l’asticella potrebbe scendere fino attorno ai 150 mila euro. 

LA DEFISCALIZZAZIONE
Un altro punto importante, fortemente voluto dai sindacati, è la defiscalizzazione anche per il pubblico impiego dei premi di produttività e dei benefit. Si tratta di un meccanismo che nel settore privato a funzionato bene, e che è alla base anche del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. La legge prevede una tassazione forfettaria al 10% comprensiva di tutte le tasse, dall’Irpef all’Irap, per il salario legato alla produttività. L’unico vincolo saranno le risorse stanziate dalla legge di bilancio che ha appena concluso il suo iter alla Camera e che dovrà essere discussa al Senato dopo il referendum costituzionale di domenica. Ieri, intanto, anche il sindacato Confsal ha sottoscritto l’accordo-quadro con il governo sulle questioni aperte riguardanti il pubblico impiego. 

 

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