Antinori, dai figli clonati ai padri in coma: una carriera di annunci choc

Sabato 14 Maggio 2016 di Valentina Errante
ROMA - È stato il pioniere delle fecondazione assistita in Italia. Da sempre sulla ribalta, chiacchierato, criticato e controverso luminare. Severino Antinori non si è mai sottratto ai riflettori e alla spregiudicata sperimentazione, camminando sul filo della violazione della legge e dell’etica condivisa. Classe ’45, abruzzese, negli anni Ottanta sfidava la comunità scientifica e la chiesa con i suoi studi e con promesse incredibili, mantenute poco dopo. Erano i primi anni Novanta, quando, impiantando un embrione in una donna di 63 anni, creò il caso della gestante più anziana del mondo. La sua carriera è stata costellata da provocazioni finite sulle prime pagine dei giornali, come quella di volere dare un figlio anche alle coppie sterili, sfidando la legge 40 con tecniche di riprogrammazione genetica al confine con la clonazione, e il tentativo di far nascere un bambino da un uomo in coma. Ma nel suo lungo curriculum hanno trovato spazio anche la politica e con il calcio.

FECONDAZIONE IN VITRO
Comincia la sua carriera nel ’72. In tasca ha una laurea in medicina, e un anno dopo una specializzazione in Gastroenterologia. L’incontro fondamentale della sua vita è però quello con Patrick Steptoe, ostetrico e ginecologo inglese pioniere dei trattamenti di fertilità. Il 1978 è l’anno della specializzazione in Ostetricia e ginecologia alla Cattolica di Roma, Antinori è una promessa, studia le dinamiche riproduttive e sulla fertilità. Nel 1982 apre la sua prima clinica privata, è qui, nella capitale, che, quattro anni dopo, comincia ricerche pionieristiche sull’iniezione intracitoplasmatica di sperma. Nell’89 inizia a sperimentare la fecondazione in vitro anche per donne che hanno già raggiunto la menopausa. Nel ’94, il caso più eclatante: Rossana Della Corte, 63 anni, rimane incinta. Sarà la partoriente più anziana del mondo.

LA LEGGE 40
Nel luglio 2014, a tre mesi di distanza dalla sentenza della Corte costituzionale che ha cancellato il divieto di eterologa sancito dalla legge 40, Antinori annuncia una delle prime gravidanze con ovuli e sperma esterni alla coppia. Un caso che suscita polemiche e mille interrogativi. Non esistono linee guida del ministero. In quei giorni, Antinori è pronto a mettere in contatto i giornalisti con donne che raccontano di essersi sottoposte all’eterologa con successo grazie alle sue capacità, ma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, gli invia immediatamente i carabinieri del Nas nelle cliniche di Milano e Roma. Nei mesi successivi rimane un mistero come Antinori sia riuscito a procurarsi gli ovuli per la fecondazione eterologa, dal momento che in Italia (tranne casi certificati come quelli dell’ospedale Careggi di Firenze), le donne non sono disposte a donarli.

CALCIO E POLITICA
La ricerca non gli impedisce di occuparsi d’altro. Nel 2000 si candida alla presidenza della Regione Lazio con la lista Autonomia Liberale, ottenendo il 2,3 per cento dei voti. Nel 2010 ci riprova: si propone al Consiglio regionale con una lista civica presentata con Renata Polverini del Pdl. Ma c’è anche il calcio, è stato azionista di minoranza della Lazio, impegnandosi nel 2011 in una crociata contro presunti torti arbitrali. Nel 2014 i Nas dei carabinieri sequestrano le cartelle cliniche di cinque pazienti che si sarebbero sottoposte alla fecondazione eterologa nella clinica Matris. Lo scorso aprile il professore è stato denunciato per stalking dalla moglie. E la procura di Roma gli aveva imposto il divieto di mettere piede nella Capitale, dove vive la donna con le figlie.
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