MIGRANTI

Emergenza sbarchi, operativo l’accordo di Malta: alla Ue i primi 210 migranti

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Valentina Errante
1
Emergenza sbarchi, operativo l’accordo di Malta: alla Ue i primi 210 migranti

Sembrava che l’accordo fosse rimasto lettera morta. E invece il ricollocamento dei migranti, previsto nel documento sottoscritto a La Valletta lo scorso settembre da Italia, Francia, Germania, Finlandia e Malta, è già operativo. 

I profughi soccorsi nel canale di Sicilia e arrivati sulle nostre coste nelle ultime settimane sono in partenza. L’applicazione dell’intesa è stata gestita direttamente da Bruxelles, che ha accolto le istanze del nuovo governo, assicurando, di fatto, di superare il Trattato di Dublino. La redistribuzione, infatti, non riguarda solo i richiedenti asilo, ma anche i cosiddetti migranti economici, finora fuori da ogni accordo e destinati a rimanere nel paese di primo ingresso.

Dimitris Avramopoulos: «Per ridurre gli sbarchi serve inasprire la lotta ai trafficanti»

La ripartizione prevede che, esclusi donne incinte e minori, gli arrivati partano per Germania, Francia, Portogallo, Irlanda e Spagna. Dunque non solo gli stati che avevano preso parte al vertice. La circostanza e i dettagli del ricollocamento erano rimasti riservati in attesa dell’insediamento della Commissione. Anche per evitare polemiche politiche. E a proposito degli scontri in materia di immigrazione, emerge un altro dato: gli arrivi sono diminuiti. Sono 10.882 le persone arrivate al 1 dicembre 2019, mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano 23.370. Mentre continuano a crescere i cosiddetti “sbarchi” fantasma che, però, a lungo non sono stati considerati. 

IL RICOLLOCAMENTO
Il ricollocamento riguarda gli ultimi arrivi, avvenuti il 24 e del 26 novembre. Si tratta delle 213 persone soccorse dalla Ocean Viking e sbarcate a Messina il 24 novembre scorso, i 62 profughi che hanno sono stati salvati dalla Open Arms e sono arrivati a Taranto il 26 novembre e gli altri 78 sbarcati a Taranto nello stesso giorno. In 69 sono in partenza per la Germania, 90 verso la Francia, in venti con destinazione Portogallo, 25 troveranno accoglienza in Spagna e sei in Irlanda. L’accordo dovrebbe allargarsi, altri paesi hanno mostrato disponibilità e potrebbero accogliere i migranti che arriveranno in futuro. In primis Cipro, Lussemburgo e Grecia. Mentre la Romania potrebbe aprire le porte successivamente. Intanto le cifre raccontano come il numero di persone soccorse in mare e sbarcate sulle nostre coste sia diminuito. Mentre sono cresciuti gli arrivi autonomi, che più difficili da registrare. 

IL BILANCIO
Dai 23.370 arrivi del 2018 si è passati ai 10.882 del 2019. Mentre gli sbarchi autonomi, ossia senza soccorsi in mare, che nel 2018 erano 5.999, nel 2019 sono diventati 7.926. Mentre i ricollocamenti, ossia il rimpatrio dei migranti economici nei paesi di origine nel 2019 sono stati 262. Il dato che emerge, a favore del nuovo governo, è che 172 dei ricollocamenti avvenuti nel 2019 sono stati eseguiti tra settembre, ottobre e novembre. 

L’ACCORDO
L’accordo firmato a Malta lo scorso settembre e ridiscusso nella prima settimana di ottobre, prevede che i migranti, soccorsi lungo la rotta del Mediterraneo centrale e sbarcati in Italia e a Malta, siano redistribuiti nei diversi paesi europei nel giro di quattro settimane dall’approdo, superando il principio di paese di primo ingresso previsto dal Trattato di Dublino. L’intesa non prevede quote fisse ma il ricollocamento avviene sotto la regia di Bruxelles. Tuttavia il protocollo riguarda solo i migranti che siano soccorsi in mare dalle organizzazioni non governative e dai mezzi militari, ma non quelli che arrivino autonomamente e quelli che sbarchino in Europa attraverso altre rotte come quella del Mediterraneo occidentale (Marocco-Spagna) e quella dell’Egeo (Turchia-Grecia). Nel protocollo si era parlato anche di una rotazione dei porti di sbarco. Ma anche la disponibilità a fare attraccare le navi si basa su un’offerta volontaria. È difficile che le navi attracchino su moli che non siano italiani e maltesi, soprattutto a fronte di un meccanismo di redistribuzione che per la prima volta sembra davvero applicato. 
 

Ultimo aggiornamento: 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

«Eeeee Macarena!»: la foto che mostra quanto è complicato vivere a Roma

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma