Un premio agli insegnanti: ecco i 50 più bravi d’Italia

Mercoledì 28 Dicembre 2016 di Lorena Loiacono
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In cattedra sono i migliori, in grado di distinguersi tra migliaia per le loro doti nell’insegnamento e nel rapporto con gli studenti, per lo slancio verso l’innovazione e l’integrazione tra i banchi di scuola. Ed è proprio lì che si trovano più spesso, tra i banchi di scuola, lasciando da parte le lezioni frontali per sperimentare nuove metodologie di didattica innovativa. Si tratta dei 50 finalisti della prima edizione del Nobel dell’insegnamento: l’Italian Teacher Prize, gemellato con il premio internazionale Global Teacher Prize.



È il Premio Nazionale degli Insegnanti lanciato quest’anno, per la prima volta, dal ministero dell’Istruzione nel mese di maggio e giunto ora alla fase conclusiva. Entro gennaio, infatti, saranno resi noti i nomi dei 5 vincitori: il primo classificato riceverà un premio di 50 mila euro mentre agli altri 4 andranno 30 mila euro ciascuno. I soldi, ovviamente, non arriveranno nelle tasche dei docenti ma verranno assegnati alle loro scuole per realizzare attività e progetti destinati agli studenti.

CANDIDATURE A VALANGA
Sono arrivati i nomi di 7.426 insegnanti proposti da alunni ed ex studenti, dalle famiglie e dal personale scolastico compresi i colleghi, mentre in 3.372 si sono autocandidati. Vale a dire che la comunità scolastica, accogliendo l’idea del concorso tutto italiano, ha partecipato candidando quasi 11 mila docenti. E non sono pochi, visto che si tratta della prima edizione. Scorrendo i nomi dei candidati iniziali, è la regione Campania ad aver avuto il maggior numero di segnalazioni con il 12,3% del totale, seguita dalla Lombardia con il 12,1%, dal Lazio con l’11,8% e dalla Puglia con il 10,4%. Chi sono i docenti proposti per il concorso? Si tratta, soprattutto, di docenti di frontiera: tra gli 11 mila, infatti, il 43% lavora in aree a rischio. C’è poi un 35% impegnato nell’insegnamento agli alunni con disabilità e il 32% opera in scuole di aree socio-economiche disagiate. Il 38% dei candidati, quasi 2 su 5, rientra nella fascia d’età compresa tra i 50 e i 59 anni ed è la più numerosa, seguita immediatamente da quella 40-49 con il 37%. Più di un candidato su due, il 53% del totale, insegna in scuole superiori, le secondarie di II grado, mentre il 24% nell’infanzia e nelle elementari e il 23% nelle scuole medie, le secondarie di I grado.

LA SCELTA
Dopo una prima scrematura, la lista iniziale di 11 mila presenze si è ridotta a 50 tra cui 26 donne e 24 uomini, il più giovane ha 28 anni e il più anziano ne ha 66. Le regioni con il maggior numero di nomination sono il Lazio, la Lombardia e la Toscana con 6 finalisti in corsa ciascuno, a cui seguono Puglia ed Emilia Romagna con 4 finalisti. Ora spetta a una giuria nazionale, composta da personalità del mondo della scuola ma non solo, arrivare ai 5 nomi dei vincitori. L’obiettivo del premio, così come avviene per il concorso internazionale, è di valorizzare il ruolo dell’insegnante andando a premiare coloro che, più di altri, hanno saputo ispirare i ragazzi lasciando una traccia indelebile nella loro formazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 16:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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