Divorzio breve, la carica degli over 65
gli anziani sono il 20% del totale

Divorzio breve, la carica degli over 65 gli anziani sono il 20% del totale
di Valeria Arnaldi
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Domenica 16 Agosto 2015, 23:57 - Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 13:01

«Probabilmente il divorzio ha all'incirca la stessa età del matrimonio - scriveva Voltaire già nel Settecento - Credo però che il matrimonio abbia qualche settimana di più». A confermare la tesi, dopo secoli di riflessioni e sarcasmi di scrittori, artisti e filosofi, sono i primi, anzi primissimi, numeri sul divorzio breve. Dopo oltre quarant'anni di normativa "lenta" e tante battaglie, l'entrata in vigore, lo scorso 26 maggio, della legge che velocizza le procedure per l'addio coniugale, ha determinato un vero e proprio boom di richieste. Come se gli italiani non stessero aspettando altro. E da tempo. Fascicolo su fascicolo, il ritratto è quello di un'Italia "matura" che sembra sempre più stanca del legame coniugale. Se la maggior parte dei richiedenti è nella fascia 44-54 anni - l'età media è 44 anni lui, 41 lei, spesso sposati da poco - a stupire è il picco di over65 che decidono di dirsi addio, fino ad arrivare ai record - non eccezioni - degli over80.

I CALCOLI

A fare i conti nei nuovi ritmi dei tribunali sono gli avvocati matrimonialisti. Le domande di over65 rappresentano circa il 20% del dato complessivo, secondo le stime dell'Associazione Matrimonialisti Italiani. Una percentuale importante, che emerge in tutta la sua evidenza, se paragonata agli anni precedenti. Era, infatti, il 13% appena cinque anni fa. E addirittura il 4/5% venti anni fa. A determinare il fenomeno sarebbero esperienza e minore propensione alla tolleranza. Insomma, "stanchezza", nel senso pieno del termine, dell'Altro. Nessuna traccia di cinismo. Anzi. La coppia che scoppia, nella maggior parte dei casi, lo fa proprio per riaccoppiarsi. Rigorosamente con altri.

Il 60% delle richieste di separazioni è presentato da donne, il 60% di quelle di divorzio, invece, da uomini. Sono proprio questi ultimi che, sempre più spesso, decidono di chiudere il matrimonio per concedersi una sorta di seconda giovinezza. A qualunque età. Anche, superati gli 80 anni, perché il divorzio breve rende tutto, apparentemente, più facile. «Prima alcuni avevano paura di non riuscire a vedere la fine dei procedimenti - spiegano all'Ami - La prospettiva dei sei mesi di separazione rende possibile l'idea di iniziare una nuova vita. D'altronde, ogni anno si celebrano circa tremila casi di matrimoni o convivenze more uxorio tra anziani e giovani badanti. Qualcosa vorrà dire". Insomma, gli amori che durano "per sempre" sarebbero credibili solo nelle favole, non per gli adulti. O meglio, non più. E a salvare la coppia, come istituzione e vincolo, non basterebbe neppure l'entusiasmo degli sposini. A prescindere dall'età dei richiedenti, infatti, secondo le stime Ami, le richieste di separazione e divorzio, a seguito della nuova legge, sono raddoppiate. L'anno scorso, nella prima metà dell'anno, ne erano state presentate circa 50mila.

Quest'anno, alla media del periodo si sarebbe aggiunto un numero eguale di domande da procedura breve, tra casi nuovi e casi più vecchi, che, grazie all'effetto retroattivo della norma, possono avvalersi dello "sconto" sui tempi di separazione. In totale, circa centomila. Sono stati in molti a correre a presentare le pratiche, prima che il previsto e minacciato intasamento nei tribunali potesse nuovamente allungare, seppure di poco, i tempi.

IL FUTURO

Le previsioni sono chiare. Nell'anno in corso, si potrebbero avere dalle 70mila alle 200mila cause in più. Fino ad arrivare a 300mila, nell'intervallo tra il 26 maggio scorso e il prossimo, ossia l'anno del divorzio breve. Ed è solo l'inizio. Sia in termini di calendario, che di prassi. Gli italiani si sono già abituati a sposarsi di meno - i matrimoni nel nostro Paese, secondo l'Istat, sono in calo dal 1972, nel 2008 ne sono stati celebrati 246.613, circa quattro ogni mille abitanti, nel 2013 solo 194.057 - ora si adatteranno anche a divorziare di più. In modo veloce, economico - all'Anagrafe bastano pochi euro per le pratiche - e, quasi, indolore.

La causa di questo cambiamento sarebbe culturale e perfino fisiologica. Secondo uno studio condotto all'università dello Utah, in Usa, dal sociologo Nick Wolfinger, l'età "giusta" per sposarsi, assicurandosi un matrimonio duraturo, sarebbe tra 28 e 32 anni. Superati i 32, la probabilità di divorzio aumenterebbe di circa il 5% ogni anno. Attenzione, dunque, alle prime ma anche alle seconde nozze, un divorzio tira l'altro.

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