ALITALIA

Alitalia, il ministro De Micheli: «Possibile il controllo straniero»

Venerdì 13 Dicembre 2019

ROMA Grandi manovre su Alitalia. Con Cassa depositi e prestiti pronta a sostituire Fs nella newco a cui, in gran segreto, sta lavorando il super commissario Giuseppe Leogrande. Non è detto che le Ferrovie si sfilino, ma al Tesoro qualche dubbio comincia a circolare. Se sarà così la carta di riserva è comunque già pronta. Anche perché Cdp entrerebbe in una società nuova, ripulita dai debiti, senza esuberi e pronta ad essere rilanciata in grande stile. Del resto in passato era stata già candidata per contribuire al rinnovo della flotta. Tutto dipenderà ovviamente da come verrà formulato il nuovo bando di gara e se dal Mise arriveranno segnali chiari per un coinvolgimento del gruppo ferroviario. Di certo lo Stato, almeno nelle intenzioni di Palazzo Chigi, dovrà avere un ruolo nell’operazione.

LA CARTA TEDESCA
Scaricata Delta Airlines, l’attenzione è tutta focalizzata su Lufthansa che, con la dovuta cautela, continua la sua marcia di avvicinamento. Il piano dei tedeschi è a geometria variabile e prevede che, dopo la ristrutturazione, il gruppo possa rilevare una quota di capitale di maggioranza. I tempi ovviamente sono incerti, così come le modalità. Di fatto però il colosso tedesco non ha rivali. Anche per questo può giocare la sua partita con grande tranquillità. Proprio ieri infatti la ministra dei Trasporti Paola De Micheli ha aperto ulteriormente la strada. «Non escludo - ha detto a Porta a Porta - che il controllo possa essere straniero». Come dire che i tedeschi sono ben accetti proprio alla cloche del vettore. Non è un mistero infatti che Francoforte, almeno in prospettiva, voglia avere la guida.

Oggi intanto si fermano i dipendenti della compagnia di bandiera italiana. I sindacati dicono no ai tagli e al rischio spezzatino. E chiedono che la vertenza, dopo oltre due anni e 7 mesi di amministrazione straordinaria e 1,3 miliardi di euro di soldi pubblici stanziati, trovi una soluzione. «Per Alitalia chiediamo un piano industriale di vero rilancio che garantisca investimenti e crescita, senza sacrifici sul fronte del lavoro», ha affermato la Filt Cgil. La protesta, indetta unitariamente dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl (che dalle 10 saranno anche in presidio a Fiumicino, Linate e Malpensa), interessa piloti, assistenti di volo e personale di terra di Alitalia e Air Italy, nel rispetto delle fasce di garanzia 7-10 e 18-21.

Dietro lo sciopero, oltre alle crisi delle due compagnie, la richiesta di una riforma del comparto, di norme specifiche contro il dumping contrattuale e del finanziamento strutturale del Fondo di Solidarietà di settore, in scadenza a fine anno. Altri scioperi di 24 ore del personale Alitalia sono indetti da Anpac, Anpav e Anp e dall’Usb lavoro privato. La compagnia per contenere i disagi ha già cancellato 315 voli, sia nazionali che internazionali. Attivato un piano straordinario per “riprenotare” i viaggiatori coinvolti (la metà dei passeggeri dovrebbe riuscire a viaggiare nella stessa giornata di oggi). Intanto, nell’attesa che Leogrande si insedi in azienda, si guarda all’incontro di martedì al ministero dello sviluppo tra il ministro Patuanelli e i sindacati, per capire dal Governo come si muoverà il neo commissario chiamato ad avviare un piano di «efficientamento e riorganizzazione» e a preparare il nuovo bando di vendita. Commissario che presto dovrebbe incontrare anche Lufthansa. 

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