Sistina, nuova luce per il lapislazzulo di Michelangelo

Giovedì 30 Ottobre 2014

L'EVENTO
Alle 19 di ieri, la battuta è abbastanza scontata, «fiat lux»: la nuova illuminazione e il nuovo impianto di aria condizionata della Cappella Sistina hanno cominciato a funzionare. E sono entrambi assolutamente strepitosi: così avanzati, da avere meritato un cofinanziamento dell'Unione europea per i contenuti di sperimentazione che possiedono. «Neppure io avevo mai visto gli affreschi del Quattrocento in questo modo», dice Antonio Paolucci che dirige i Musei: «Prima, Perugino, Botticelli e gli altri maestri erano in sottordine rispetto ai capolavori di Michelangelo». Ora la luce si sparge uniforme, da 700 led sul cornicione che non si vedono: non si sa da dove l'illuminazione provenga, e ogni dettaglio di queste incredibili creazioni dell'uomo è posto assolutamente in risalto. Dalle lunette della Volta, le figure sembrano come prorompere nello spazio; l'Eterno, nel prezioso e raro blu di lapislazzulo del Giudizio, ha un rilievo che prima gli era negato. Quattro anni di lavoro, e Osram e Carrier hanno messo a punto quanto di meglio era possibile, e donato gli impianti (otto milioni di euro) al Papa. «Con un risparmio della metà nei costi energetici», aggiunge Paolo Nicolini, oculato amministratore dei Musei.
«Di solito, per decidere la temperatura dei led, si testano otto punti su una parete; con l'aiuto dell'Università della Pannonia, che è la più avanzata, noi ne abbiamo misurati 256», spiega Carlo Maria Bogani, autore della progettazione luminosa; «e usato componenti inediti anche per noi». Come, per la prima volta, un condizionamento possiede telecamere: «Misurano il numero delle persone nella Cappella; e così, graduano quantità, temperatura e velocità dell'aria», dice Michel Grabon, capo progetto di Carrier. «La temperatura resterà sempre tra 20 e 25 gradi; dal 50 al 60 per cento l'umidità; e mai superiore ai cinque metri al secondo la velocità dell'aria: l'abbiamo chiesto noi, per tutelare le pitture. In più, tutto è silenziosissimo» (Paolucci). E le illuminazioni della Sistina, sono due; alle 19.30, ecco quella «di gala», per le cerimonie. Il luogo, in fin dei conti, non è soltanto quello del Conclave, ma anche la Cappella personale del Papa. La luce di gala è più intensa, ma mantiene tutti i connotati positivi; in più, rischiara a giorno la navata, e qui si vedono dieci sorgenti, ognuna in corrispondenza di una lesena dipinta.
OBSOLETI
Gli impianti precedenti, delle stesse società, erano ormai superati ed obsoleti: non in grado di affrontare la grande pressione dei visitatori, quasi sei milioni all'anno. Ora i fotoni colpiscono le pitture con luce freddissima, in modo totalmente nuovo, che rende loro giustizia, graduato sulla quantità della luminosità esterna. «Luce non eloquente», si compiace ancora Paolucci. Rispetto a prima, si vedono solo, sulle sei finestre di uno dei lati, come dei balconcini con una grata romboidale: nascondono il condizionamento. E i corpi luminescenti sono soltanto sui due lati lunghi. Da oggi, due giorni di un convegno internazionale saranno dedicati alla Cappella; fanno anche 20 anni dal restauro, assolutamente storico, che ce l'ha restituita così. Sul Giudizio, un quadratino è stato lasciato a testimone, e mostra quanto questi capolavori fossero anneriti dal tempo e dalle candele delle cerimonie. «Oggi, non esiste nulla di più moderno e tecnologico al mondo», conclude Paolucci.
Fabio Isman
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