Sonny e le morti nei canili: «Vittime della negligenza»

Sonny e le morti nei canili: «Vittime della negligenza»
di Marco Pasqua
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Venerdì 5 Novembre 2021, 10:02

Tra le questioni che il neo-sindaco, Roberto Gualtieri, dovrà affrontare, c'è quella relativa alla gestione dei canili comunali. Anche in questa rubrica, si era già parlato di alcune morti sospette, nelle strutture Muratella e Ponte di Roma: tutti casi denunciati, a suo tempo, da alcune associazioni. A questo elenco se ne aggiunge un altro, quello di Sonny, un Bull Terrier di 5 anni. Spiegano gli Animalisti italiani: «Era entrato in canile il 18 marzo 2021 perché il suo papà umano non lo voleva più con sé. Sottoposto alla prima visita medica effettuata dalla Asl, emerge un soffio cardiaco bilaterale». Sonny, dopo un intervento al cuore, passa dal settore sanitario al canile rifugio. Qui sarà l'inizio della sua fine. «Nessuno, tra il personale del canile e quello sanitario addetto alle cure, pare essere a conoscenza della sua patologia, dal momento che non risulta mai somministrata alcuna terapia. Il 13 ottobre si accascia a terra. Poi si riprende». Successivamente un altro episodio analogo, nel quale perderà la vita. «Sonny è morto in un modo atroce a causa della negligenza, indifferenza e di una evidente malasanità veterinaria affermano gli Animalisti - Lui è l'ultimo di una lunga lista di cani deceduti dei quali non si conoscono le vere cause dei decessi».

La replica. Maurizio Albano, titolare Abivet, che gestisce i canili Muratella e Marconi, sostiene che «dall'amministrazione di Rutelli in poi, queste strutture non hanno mai avuto un'assistenza veterinaria così strutturata ed efficiente come adesso. Parlano forte e chiaro i dati dal 1 ottobre 2020 al 21 ottobre 2021: analisi fatte (500 tra interne ed esterne), interventi chirurgici (26), ore di presenza di veterinari (2620) giornate di ricovero (236) cucciolate in allattamento (189), ore di lavoro dei tecnici veterinari (711) e spese per farmaci (15441,00). Dagli archivi del comune risulta ben evidente il divario con le gestioni precedenti». In 12 mesi - continua si sono recuperati anni di abbandono e lassismo, con prestazioni sanitarie aumentate del 500%, nonostante le forti carenze strutturali e organizzative. A causa di ritardi delle precedenti gestioni, siamo stati a lungo impegnati nei controlli delle profilassi e prevenzione delle malattie infettive ed infestive, dando un’assistenza sia in termini qualitativi che quantitativi di tutto rispetto. Nel caso del Bull Terrier, questi non era di facile gestione perché entrato come cane “morsicatore”, e non come mansueto cucciolone. Non ha poi mai subito un intervento al cuore, ma una semplice sterilizzazione. Il cane, come refertato dal cardiologo della Asl, aveva una cardiomiopatia strutturale che non necessitava di terapia medica, perché  essendo una questione meccanica una terapia medica non avrebbe senso. Nella maggior parte dei casi le accuse di malasanità sono solo maldicenze di persone che non hanno le giuste conoscenze mediche per comprendere le diverse situazioni».

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