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Discorso Putin, parole chiave: «Nato, nazismo, Russia, minaccia, Occidente». Ecco cosa ha voluto dire

La parola Russia usata 11 volte, più di tutte. Il paradosso del suo discorso sta nel fatto di non aver rivendicato i successi militari in Ucraina

Putin e le parole chiave del suo discorso: nazismo, Nato, minaccia e Occidente. Ecco la sua strategia
di Michele Galvani
3 Minuti di Lettura
Lunedì 9 Maggio 2022, 11:12 - Ultimo aggiornamento: 10 Maggio, 09:26

Nazisti. Sicurezza. Nato. Minaccia. Donbass. Onore. Morte. Ma ci sono anche compagni, ufficiali, figli. E naturalmente l'Occidente, visto come il “grande nemico”. E poi la Russia, ripetuta più di tutti (11 volte). Eccole le parole chiave utilizzate da Vladimir Putin nel discorso del 9 maggio alla parata per la giornata della vittoria. Parole studiate, non di certo messe lì a caso. Sono figlie di una lunga strategia, dall'inizio della guerra in Ucraina, ad oggi. Soldati, patria e guerra sono stati pronunciati 8 volte (secondi solo alla Russia).

Le parole di Putin

 

«Mi rivolgo alle nostre forze armate e alle milizie del Donbass: voi combattete per la sicurezza patria e per il futuro», affinché «non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti».

«La Russia è sempre stata favorevole alla creazione di un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ha voluto ascoltarci».

«Compagni ufficiali, sottoufficiali, compagni, generali e ammiragli, mi congratulo con voi per il 77esimo anniversario della grande vittoria. Anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria».

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La morte di ogni soldato e ufficiale è una «perdita irreparabile» e il governo russo farà di «tutto per aiutare le loro famiglie».

«L'Occidente preparava l'invasione dei nostri territori».

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Il paradosso del suo discorso sta nel fatto di non aver rivendicato i successi militari in Ucraina o future annessioni: il presidente russo ha confermato i parallelismi tra la Seconda Guerra Mondiale e l'attuale «operazione militare speciale»: come una sorta di retorica dei primi tre mesi di offensiva, dalle provocazioni a Usa e Nato allo "schiaffo" al nazismo.

 

«Rendiamo onore alle truppe degli eserciti alleati, gli americani, i britannici, i francesi, oltre ai soldati della Cina e ai partigiani, a tutti coloro che hanno sconfitto il nazismo».

Non va tralasciato che il termine “grande” Putin lo ha detto 7 volte, mentre compagni e Donass si sono fermati a 6 volte. Nella classifica dei termini o aggettivi più volte pronunciati dal presidente russo, ecco vittoria (5 volte) al pari con patriottica e memoria, a seguire con 4 ufficiali, sicurezza e stato.

Fanalino di coda con 2 volte Mosca, Kiev, nemico, popolo ed eroi.

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