Economia di guerra, cos'è e cosa comporta. Cingolani: «Stop al gas russo? Un problema arrivare all'inverno»

Dalla questione energetica alle scelte del governo

Economia di guerra, cos'è e cosa comporta. Cingolani: «Stop al gas russo? Un problema arrivare all'inverno»
di Mario Landi
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Domenica 8 Maggio 2022, 17:30 - Ultimo aggiornamento: 22:33

È bastata questa frase «siamo in un'economia di guerra», pronunciata dal ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani nel suo intervento stamani al Festival Città Impresa, a Vicenza, ad accendere la legittima curiosità di tutti coloro che ora si interrogano su questo punto: cosa vuol dire essere in un'economia di guerra, quali scelte fa il governo in questa situazione, quali ripercussioni sulla vita di tutti i giorni? Significa solo accelerazione del processo decisionale dell'esecutivo?

I punti che saltano subito all'occhio sono:

- la questione energetica, le scelte del governo su gas, rigassificatore e centrali nucleari 

- la possibilità di un secondo recovery fund da parte della Commissione Ue

- i costi lievitati a causa della guerra, dalle bollette alla spesa, e i bonus per aiutare famiglie e imprese

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Economia di guerra, cos'è e le scelte del governo

La questione energetica: gas e rigassificatore

Le forniture. Nel percorso di diversificazione energetica «negli ultimi due mesi si è lavorato per diversificare le forniture siglando contratti con numerosi paesi del continente africano, abbiamo assicurato a regime più di 25 mld di metri cubi sia di gas, ma ci vorrà un po' per far partire queste forniture. Dal 2024 in poi si raggiungerà il valore di regime», dice il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. Per Cingolani in relazione a un possibile stop del gas russo «se le forniture non saranno interrotte nei prossimi sei mesi avremo un inverno tranquillo. Se si dovesse interrompere prima, arrivare all'inverno con gli stoccaggi vuoti sarebbe un problema».  

Rigassificatore. «Il rigassificatore lo piazzeremo nel posto che ci permetterà di fare più in fretta», dice Cingolani. «Che sia nel Tirreno o nell'Adriatico, si è parlato dell'area di Piombino e di quella di Ravenna. Si tratta di una scelta meramente tecnica alla quale stiamo già provvedendo. Nel primo semestre del 2023 dovrà essere al lavoro».

Centrali nucleari. «Non avrebbe senso oggi costruire centrali nucleari che tra dieci anni sarebbero già vecchie, ma non per questo non dobbiamo fare ricerca su questo come su altre tecnologie che ci possano garantire una autonomia energetica», sostiene il ministro della Transizione ecologica.

Secondo recovery fund

«Su un secondo Recovery - dice Cingolani - la Commissione Ue sta discutendo perché alcuni Paesi saranno molto più colpiti da queste scelte energetiche di altri».

I bonus e il tema salari

Sono 14 i miliardi di euro stanziati dal governo per sostenere famiglie e aziende alle prese con i contraccolpi della guerra in Ucraina.

Bonus 200 euro. Cambiano alcune misure chiave come il bonus da 200 euro per lavoratori, pensionati e disoccupati che ora si allarga anche ai percettori del reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali e agli autonomi. Lasciando fuori i collaboratori domestici. L'«indennità una tantum» da 200 euro, misura pensata per sostenere il potere d'acquisto delle famiglie, arriverà con la busta paga di luglio. La riceveranno lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati con redditi fino a 35mila euro, ma grazie alla spinta dei ministri 5Stelle e del dem Andrea Orlando arriverà anche ai percettori del reddito di cittadinanza e agli stagionali, esclusi dalla prima versione del decreto. Anche i lavoratori autonomi avranno il bonus, ma sono ancora da definire forma e sostanza.

Bonus 60 euro per il trasporto pubblicoPer incentivare l'uso dei mezzi pubblici e mitigare gli effetti del caro energia sulle famiglie, il decreto istituisce poi un buono per studenti e lavoratori - con reddito sotto i 35mila euro - che viaggiano sui mezzi pubblici locali, regionali, interregionali e sui treni. Il buono, che può essere utilizzato per un solo acquisto, copre fino al 100% della spesa per gli abbonamenti e comunque non può superare i 60 euro. L'erogazione del buono avverrà con modalità informatica e sarà utilizzabile fino a dicembre.

Salari. Sul fronte lavoro resta in sospeso il tema dei salari, che secondo il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, va affrontato trovando un «un punto di approccio comune» tra forze politiche e forze sociali, datori di lavoro e sindacati, soprattutto in vista di un nuovo ciclo elettorale. «È chiaro che dobbiamo inventarci una nuova politica dei redditi», ha detto il ministro.

Bonus edilizi. Altra grande modifica inserita nel dl aiuti riguarda la cessione dei crediti da bonus edilizi: le banche potranno superare il limite numerico di cessioni fissato dalle varie strette, purché il credito venga venduto a clienti professionali che hanno un conto presso la banca stessa, oppure venga passato all'istituto capogruppo. Un allentamento dei vincoli che il mondo dell'edilizia chiedeva da tempo per rimettere in moto il meccanismo degli incentivi che negli ultimi mesi è andato a singhiozzo, visto che molte banche hanno raggiunto la capienza massima di crediti che sono in grado di assorbire.

Risorse per le Regioni. Il decreto prevede anche ulteriori risorse a favore delle Regioni per assicurare fino al 30 giugno 2022 i servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale legati alle esigenze delle scuole, che a causa dell'emergenza sanitaria hanno previsto orari scaglionati per l'inizio delle lezioni fino alla fine dell'anno scolastico in corso.

Sostegno alle aziende agricole. Infine, nel nuovo testo si aggiunge il sostegno alle aziende agricole che devono far fronte ai danni economici causati dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia. Viene istituito un fondo da 20 milioni di euro presso il ministero delle Politiche agricole, che erogherà contributi a fondo perduto alle imprese piccole e medie che hanno subito un calo del fatturato a causa della contrazione della domanda, dell'interruzione di contratti e della crisi delle catene di approvvigionamento.

 

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