Guerra nucleare, la risposta di Biden a Putin: cosa è l'Armageddon e perché è stata rievocata la crisi dei missili di Cuba del 1962

Le parole del presidente americano a New York riaccendono lo spettro di uno scontro. Nel 1962, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica - sotto il presidente John F. Kennedy e Nikita Khrushchev - si avvicinarono a una resa dei conti sul dispiegamento di armi nucleari russe a Cuba

Guerra nucleare, cosa è l'Armageddon nucleare citato da Biden e perché ha rievocato la crisi dei missili di Cuba del 1962
5 Minuti di Lettura
Venerdì 7 Ottobre 2022, 09:19 - Ultimo aggiornamento: 16:02

Biden lo ha definito un Armageddon, rievocando il film del 1998 di Michael Bay. Un'apocalisse, un «giudizio finale» per un'allerta che secondo il presidente americano è il livello più alto di pericolo dalla crisi dei missili cubani del 1962. «Putin non scherza quando dice di poter usare armi tattiche nucleari», ha spiegato da New York. Ma perché Biden è stato così categorico? Quanto sono aumentate le possibilità dell'uso del nucleare? Gli Stati Uniti stanno ancora cercando di capire se questa possa essere la via d'uscita di Putin dalla guerra, dal momento che in Ucraina la situazione si è complicata eccome nelle ultime settimane di controffensiva di Kiev. Gli Stati Uniti e l'Ue hanno già affermato in precedenza che il pericolo nucleare evocato da Putin dovrebbe essere preso sul serio. Tuttavia, la scorsa settimana, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Jake Sullivan ha affermato che, nonostante gli accenni nucleari di Mosca, gli Stati Uniti non avevano visto alcun segno che la Russia si stesse preparando imminentemente a utilizzare un'arma nucleare.

Biden: «Rischio di un'apocalisse nucleare, Putin non scherza». Blinken: sì a soluzione diplomatica

Perché Biden ha rievocato la crisi dei missili cubani? 

L'Ucraina ha riconquistato il territorio occupato dalla Russia dall'inizio della guerra, comprese le quattro regioni che la Russia ha illegalmente annesso di recente attraverso quelli che l'intero Occidente ha definito come «referendum-farsa». Da diversi mesi i funzionari statunitensi avvertono che la Russia potrebbe ricorrere all'uso di armi di distruzione di massa nel caso in cui dovesse subire battute d'arresto sul campo di battaglia. Biden ha spiegato che il motivo per cui il leader russo non stava «scherzando» quando ha parlato dell'uso di armi tattiche nucleari, biologiche o chimiche, è perché «il suo esercito ora ha prestazioni notevolmente inferiori a quello ucraino». Poi ha ricordato e rievocato la crisi dei missili di Cuba del 1962: «Per la prima volta dalla crisi dei missili di Cuba, abbiamo una minaccia diretta all'uso delle armi nucleari, se in effetti le cose dovessero continuare così», ha detto Biden ai colleghi democratici. «Non abbiamo affrontato la prospettiva dell'Armageddon dai tempi di Kennedy e della crisi dei missili cubani». Nel 1962, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica - sotto il presidente John F. Kennedy e Nikita Khrushchev - si avvicinarono a una resa dei conti nucleare sul dispiegamento di armi nucleari russe a Cuba. Lo scontro è stato considerato da molti esperti come il più "vicino" in cui il mondo sia mai arrivato per una guerra nucleare su vasta scala. Durante un discorso di venerdì scorso, il presidente Putin ha affermato che gli Stati Uniti hanno creato un «precedente» usando armi nucleari contro il Giappone alla fine della seconda guerra mondiale e minacciato di usare ogni mezzo a sua disposizione per proteggere il territorio russo.

Paul Stronski, del Carnegie Endowment for International Peace, ha detto alla BBC che la «retorica destabilizzante» della Russia mira a scoraggiare l'Occidente. Anche a Mosca qualcuno ha storto il naso. Un editoriale sul quotidiano Nezavisimaya Gazeta è stato pesantemente critico nei confronti degli «alti funzionari russi« per aver «parlato del pulsante nucleare». «Consentire, con pensieri e parole, la possibilità di un conflitto nucleare è un passo sicuro per consentirlo nella realtà», hanno scritto. 

Il rischio di guerra nucleare

Il rischio di guerra nucleare era molto basso prima dello scoppio della guerra, dopodiché si è alzato nettamente dopo l'inizio del conflitto ma restando a una percentuale di possibilità molto bassa. Oggi c'è un pericolo ma in passato questo pericolo è stato molto più alto, come per esempio proprio in occasione della crisi dei missili di Cuba. Con una differenza tra le bombe nucleari strategiche (quelle a maggior impatto distruttivo, per esempio quelle di Hiroshima e Nagasaki del 1945), e le tattiche (quelle che hanno un raggio d'azione di 1-2 chilometri) che hanno l'obiettivo di essere utilizzate non sulla grande città ma in campo al fronte per distruggere eserciti e armamenti. Secondo gli analisti di guerra, lo spettro di una bomba nucleare sarebbe un'ammissione di sconfitta per Putin. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA