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Evi Rauter, il giallo della ragazza morta appesa a un pino in Spagna: «È di Bolzano, l'hanno uccisa»

Il corpo è della 17enne, scomparsa 32 anni fa: nel mirino un gruppo di sei austriaci

Evi Rauter, il giallo della ragazza morta appesa a un pino in Spagna: «È di Bolzano, l'hanno uccisa»
di Elena Marisol Brandolini
4 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Giugno 2022, 07:20

Trentadue anni dopo una trasmissione televisiva riapre il caso di una giovane italiana trovata impiccata a un pino. Crims, la trasmissione condotta da Carles Porta che si occupa di casi di cronaca nera (in onda su Tv3 la televisione catalana), assieme al programma della televisione svedese Ungelöst, è riuscita a identificare la ragazza che il 4 settembre del 1990 fu trovata appesa a un pino vicino al cimitero di Portbou, una località in provincia di Girona. E a individuare alcune persone che potrebbero essere testimoni dei fatti dell'epoca. Si tratterebbe della altoatesina Evi Anna Rauter di 19 anni che, inspiegabilmente, quel giorno di molti anni fa scomparse tra Firenze, dove viveva la sorella Christine, e Siena dove aveva detto di essersi recata, trovando la morte in Catalogna. All'epoca il suo fu considerato un caso di suicidio di persona sconosciuta.

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Oggi è lo stesso medico legale, Rogelio Lacaci, che si occupò a suo tempo del caso, ad apparire costernato vedendo per la prima volta le immagini del ritrovamento del cadavere che destano più di un interrogativo sulla dinamica dei fatti. La giovane era infatti appesa a un ramo alto, con una corda corta perfettamente allacciata al collo e in una zona che avrebbe dovuto produrle graffi ed escoriazioni, invece inesistenti sul suo corpo.
Molte domande e poche risposte, ma la trasmissione televisiva è stata sufficiente per allertare la giustizia italiana. Il caso in Spagna, dopo trent'anni, è già prescritto, ma in Italia verrà aperta un'indagine per verificare cosa accadde, se la tesi del suicidio è valida o se possa trattarsi di un assassinio. Gli inquirenti hanno sei mesi di tempo per lavorarci.

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Crims ha anche localizzato alcuni testimoni, come la signora Carmina, che vive vicino al cimitero: ha 92 anni e nessuno finora ha ritenuto di doverla interrogare. Carmina sembra ricordarsi perfettamente cosa accadde quel giorno di settembre di tanti anni fa, in cui ascoltò un gruppo di giovani che litigavano e una ragazza che piangeva. E come il giorno dopo aprì la finestra, trovandosi la giovane appesa all'albero. Mentre del gruppo di sei austriaci che si erano accampati vicino al pino, nessuno sembra rintracciabile o disponibile a parlare dei fatti.
I DUBBI DEI FAMILIARI
Nel 2011 i familiari della giovane ne avevano chiesto la dichiarazione di morte presunta, inoltrando la domanda al tribunale civile di Bolzano. Un percorso possibile dopo dieci anni dalla scomparsa di una persona, non obbligatorio, ma che la sorella giustificò per ragioni legali. Poco prima di sparire, Evi Anna Rauter era stata in visita dalla sorella, arrivata il 31 agosto a Firenze, dove questa studiava all'università. Il mattino del 3 settembre, le due sorelle avevano fatto colazione assieme, Evi Rauter aveva lasciato un messaggio scritto dicendo di essere andata a Siena. La sorella e i genitori Hermann e Karolina Rauter avevano iniziato a preoccuparsi il mattino successivo, perché Evi non era rientrata e non aveva fatto sapere più nulla. La giovane aveva appena concluso le scuole professionali e avrebbe dovuto cominciare a lavorare a Bolzano l'11 settembre di quell'anno. La ragazza era alta 1,70 metri, era castana e aveva gli occhi grigio-azzurri. Vestiva una tuta jeans e al polso aveva un orologio Casio, aveva con sé la carta d'identità, la carta verde delle ferrovie e 60.000 lire. Della sua scomparsa, rimasta un mistero per la famiglia, si occupò anche la trasmissione italiana Chi l'ha visto?.

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Nel cimitero di Figueres Anna Evi è solo un numero, sepolta in una fossa comune, tra le persone non identificate. È stata la sorella Christine con i suoi genitori a riconoscere Evi dalle foto scattate dalla Guardia Civil e dagli abiti indossati, gli stessi che lei aveva descritto nella denuncia di scomparsa. Per Christine sono molte le cose che non quadrano. Soprattutto non sa spiegarsi come sua sorella in meno di 24 ore sia stata trovata morta a 1.000 chilometri di distanza.
 

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