CORONAVIRUS

Coronavirus, coppia cinese resta in rianimazione. Negativa la cameriera d'albergo a Verona

Mercoledì 5 Febbraio 2020
Coronavirus, ricoverata cameriera d'albergo dove ha dormito la coppia cinese contagiata: negativo il primo test

​Coronavirus, mentre sfiora quota 500 il numero delle vittime nel mondo della nuova infezione virale, in Italia è stata ricoverata in via precauzionale al Policlinico di Verona una cameriera dell'albergo dove ha soggiornato una notte la coppia cinese contagiata e attualmente ricoverata in prognosi riservata allo Spallanzani di Roma. A chiamare i sanitari è stato il marito della donna, colpita da febbre mentre era a casa; la donna è stata portata in isolamento per essere sottoposta ai test assieme ai due figli, come prevedono i protocolli ministeriali.

La donna è una cameriera addetta alla pulizia delle stanze ed è dipendente di una cooperativa esterna all'albergo veronese. I due figli hanno manifestato sintomi riconducibili all'influenza stagionale, e sono in isolamento a casa. È quindi probabile che possano essere stati loro a trasmettere la malattia alla madre, anche se comunque sono scattate le misure ministeriali. L'altro dipendente dell'esercizio ricettivo che aveva avuto contatti con la coppia cinese non ha accusato, al momento, alcun sintomo.

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Test negativo. Sarebbe vittima di una normale sindrome influenzale la donna ricoverata a Verona per accertamenti dopo avere accusato sintomi febbrili. Il dato emerge dal test effettuato al Dipartimento malattie infettive del Policlinico di Verona, che è risultato negativo. Lo riferiscono fonti dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. Le autorità sanitarie regionali del Veneto «hanno ritenuto di non inviare inutilmente all'ospedale Spallanzani» i campioni relativi alla donna ricoverata a Verona. Lo ha reso noto la Direzione regionale Prevenzione, che ha ricevuto dal Laboratorio regionale di riferimento sull'emergenza Coronavirus dell'Azienda ospedaliera di Padova il referto del primo test sulla donna, sulla cui negatività «non vi sono dubbi».

Sospetto caso su bimbo sardo di 2 anni. C'è un sospetto caso di ​coronavirus a Castelsardo, nel nord Sardegna. Un bambino di 2 anni, figlio di una coppia di sardi rientrata nei giorni scorsi da Pechino, ha mostrato sintomi influenzali, con febbre e tosse e il medico di famiglia ha allertato l'unità di crisi. La famiglia è isolata in casa da ieri e oggi i medici eseguiranno i test specifici a domicilio. I risultati delle analisi si conosceranno già a fine mattinata e se saranno positivi la famiglia sarà ricoverata nel reparto Malattie infettive dell'Aou di Sassari.

Il reparto Malattie infettive dell'ospedale di Sassari è attrezzato e pronto per fronteggiare questo tipo di emergenze. Sul caso, l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Mario Nieddu, predica calma e allontana ogni allarmismo. «Siamo davanti a un eccesso di zelo nella segnalazione. La famiglia è rientrata dalla Cina più di 15 giorni fa, quindi non rientrerebbe nemmeno nei casi da segnalare. Comunque abbiamo attivato il protocollo sanitario e aspettiamo i risultati dei test».

Coppia cinese ricoverata allo Spallanzani a Roma: condizioni stabili. Sono invariate le condizioni della coppia cinese ricoverata da una settimana allo Spallanzani, a Roma. I due, marito e moglie, hanno superato la notte e sono ancora in terapia intensiva dopo che ieri le loro condizioni si erano aggravate. Secondo quanto si apprende l'aggravamento potrebbe rientrare nel decorso del virus che prevede anche momento di «crisi» in questo caso dovuti a difficoltà respiratorie.

Il bollettino medico dello Spallanzani parla di condizioni cliniche stazionarie, con parametri emodinamici stabili mentre prosegue il supporto respiratorio e il monitoraggio continuo dei parametri clinici e di laboratorio. La prognosi resta riservata. Nel frattempo sono stati dimessi 27 pazienti dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus. Allo Spallanzani sono ricoverati in questo momento 6 pazienti sintomatici, compresi i due in terapia intensiva, provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia. Sono in corso i test per la ricerca del nuovo coronavirus nei 4 casi sospetti ricoverati.

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494 i morti nel mondo, 24.597 i contagi, quasi mille i guariti. Sfiorano quota 500 i morti per il coronavirus nel mondo mentre i contagi a livello globale ammontano a 24.597 casi e le persone guarite sono circa mille. È il quadro aggiornato dell'epidemia, secondo la mappa online sviluppata dal Center for Systems Science and Engineering della statunitense Johns Hopkins University. In particolare i decessi ammontano a 494 di cui 492 in Cina e due casi all'estero (uno nelle Filippine ed un altro a Hong Kong). I guariti invece sono 956.

Nave da crociera in quarantena a Hong Kong. Sono tre le persone contagiate a bordo della nave da crociera ora messa in quarantena a Hong Kong, con un totale di 1.800 a bordo. Le autorità portuali di Hong Kong hanno messo in quarantena i 1.800 passeggeri e il personale di bordo di una nave da crociera, la World Dream, perché tre suoi passeggeri, sbarcati in Cina il 24 gennaio, sono poi risultati positivi al coronavirus. La nave, che ha attraccato questa mattina nell'ex colonia, è dalla Dream Cruises Lines, controllata della Genting Kong Kong, ha spiegato Leung Yiu-hong, a capo della divisione sanitaria dell'Amministrazione portuale.


 

 
 

Hong Kong mette in quarantena i visitatori dalla Cina. La governatrice di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato che tutti i visitatori dalla Cina saranno tenuti a un periodo di quarantena di 14 giorni. La svolta, all' indomani del primo decesso da coronavirus nell'ex colonia e ai casi finora accertati saliti a 21, è maturata al terzo giorno di proteste del personale medico che ha chiesto la chiusura totale della frontiera con la Cina per contenere la diffusione dell' epidemia. La Lam aveva ridotto a tre i transiti alla frontiera, sostenendo che il blocco sarebbe stato impraticabile e discriminatorio.

Adidas e Nike chiudono store in Cina. Le multinazionali di abbigliamento e calzature sportive Adidas e Nike chiudono la maggior parte dei loro store in Cina a causa dell'aggravarsi dell'epidemia di coronavirus. Entrambe le società dichiarano che la situazione sta avendo un grosso impatto sul business nel paese asiatico.

La società tedesca Adidas, maggiore produttore di abbigliamento sportivo in Europa e il secondo a livello mondiale, ha comunicato la chiusura di un «numero significativo» dei negozi in Cina a causa dell'epidemia di coronavirus e prevede una decisione analoga anche per la sua attività in franchising. L'epidemia «sta avendo un impatto negativo» sul business di Adidas in Cina, anche se è troppo presto per valutarne la portata« ha dichiarato. Il colosso statunitense Nike ha invece chiuso la metà degli store cinesi e ridotto le ore di apertura negli altri. John Donahoe, Ceo di Nike, ha affermato di »dare priorità alla salute e alla sicurezza dei nostri compagni di squadra e dei nostri partner, in collaborazione con le autorità locali«. »A breve termine, ci aspettiamo che la situazione possa avere un impatto materiale sulle nostre operazioni nella Grande Cina« ha reso noto la società in una dichiarazione. »Tuttavia, il marchio Nike e l'impegno commerciale in Cina rimangono forti«.

Ultimo aggiornamento: 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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