Barcellona, uccide il figlio di 2 anni per vendicarsi dell'ex. Sul corpo un biglietto: «Ti lascio quel che meriti»

Barcellona, uccide il figlio di 2 anni per vendicarsi dell'ex. Sul corpo un biglietto: «Ti lascio quel che meriti»
di Elena Marisol Brandolini
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Venerdì 27 Agosto 2021, 06:54 - Ultimo aggiornamento: 28 Agosto, 10:40

Avrebbe compiuto tre anni tra tre mesi, il piccolo trovato morto lo scorso martedì in una stanza dell'Hotel Concòrdia di Barcellona, che tutto indica sia stato ucciso da Martín Ezequiel Álvarez Giaccio, suo padre. Un gesto di violenza estrema compiuto contro il proprio figlio per ferirne a morte la madre, la donna da cui si era appena separato, come dimostra l'ultimo messaggio che l'uomo le aveva inviato quella sera: In albergo ti lascio ciò che ti meriti.

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LA FINE DELLA RELAZIONE
Il piccolo viveva con sua madre nella casa di Barcellona che era stata la residenza familiare fino a quando la donna non aveva deciso di mettere fine alla relazione coniugale; da pochi giorni, l'uomo si era quindi trasferito nella località del Vendrell, in provincia di Tarragona. Martedì pomeriggio aveva raccolto il bambino per portarlo a passeggio, finendo invece per condurlo in una stanza d'albergo e poi ucciderlo. La madre del bimbo, allertata dai messaggi del suo ex-compagno, si precipitava quindi alla reception dell'hotel, veniva chiamata la polizia e i sanitari provavano a rianimare senza successo il corpo senza vita della creatura abbandonato nella stanza. Álvarez Giaccio, di anni 44, argentino per nascita e cittadino spagnolo, è ora ricercato dai Mossos d'Esquadra che ne hanno diffuso la foto sulle reti sociali, chiedendo il sostegno dei cittadini per la sua identificazione. Secondo le immagini registrate dalla telecamera dell'albergo, l'uomo si sarebbe dato alla fuga subito dopo aver commesso il crimine, saltando il muro che separa la piscina dell'hotel da un edificio vicino. Le indagini per la ricerca del presunto assassino si estendono su tutto il territorio catalano, interessando le diverse stazioni di trasporto pubblico e gli aeroporti. La polizia ha cominciato a interrogare i conoscenti della coppia per ricavarne qualche elemento utile a rintracciare il fuggitivo. Anche se, nella maggioranza dei casi, gli aggressori dei propri figli si suicidano per non dovere far fronte alla pena.
Ieri mattina, nella Plaça Sant Jaume di Barcellona dove hanno sede i palazzi del governo catalano e del comune, si è rispettato un minuto di silenzio per manifestare la vicinanza alla famiglia e condannare l'assassinio. Che la sindaca Ada Colau non ha esitato a definire come un crimine maschilista volto a provocare dolore alla madre. Se infatti si confermerà il parricidio, si tratterà di un nuovo caso di violenza per sostituzione, che è quel tipo di violenza che si esercita contro qualcuno attraverso una terza persona. In questo caso si tratta di quella violenza agita contro le donne in cui l'aggressore si avvale dei figli per fare del male alla loro madre, sua ex-compagna. Dal 2013, in Spagna, sono stati 41 i minori assassinati dal proprio progenitore; con questo caso, se ne verrà confermata la dinamica, saranno già quattro i minori uccisi quest'anno dal proprio padre.


IL CASO DI TENERIFE
Uno dei casi più recenti è quello delle due sorelline di Tenerife, Olivia di sei anni e Anna di appena uno, sparite con il padre Tómas Gimeno alla fine dello scorso mese di aprile. L'uomo aveva minacciato la loro madre che non le avrebbe più riviste. E infatti, nello scorso mese di giugno, è stato recuperato in mare il corpo di Olivia, mentre non si è riusciti a riscattare quelli di Anna e di Gimeno che presumibilmente hanno fatto la stessa fine. Un altro caso agghiacciante fu quello avvenuto nel 2011 a Cordoba, per cui fu condannato a 40 anni di carcere José Bretón per avere ucciso e poi dato fuoco ai suoi due figli di due e sei anni, con lo scopo di infliggere il massimo dolore possibile alla loro madre. In questo genere di violenza, infatti, l'aggresore esercita il danno su ciò che la donna ha di più caro, sui genitori, sugli amici, ma quasi sempre sui figli.

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