Milano, sfrontate regine di stile alla sfilata Versace

Courtesy of Versace Press Office
di Gustavo Marco Cipolla
Se a Milano la moda ha deciso di vestirsi di politica, sfidando le tendenze, sconvolgendo con visionari lavori scenografici un mondo estetico che necessitava di ristrutturazioni e operazioni chirurgiche di styling, Donatella Versace, per la collezione ready to wear autunno-inverno 2018/19 a Palazzo Reale, mantiene la fierezza iconica della maison della Medusa.
 
 


Attraverso un lavoro di aristocratica personalità in cui è il desiderio primario di rompere tutti gli schemi che porta avanti la passione del “Clan Versace”. Sciarpe rubate allo sport e al calcio rendono gli outfit sul catwalk sfrontati, come da tradizione del brand. Le differenti nuance del tartan sembrano volutamente mischiate a caso e, invece, sono il frutto di uno scontro di subculture che creano l'atteso e l'inaspettato nel palazzo meneghino. In un gioco di inclusiva diversità. Le stampe sulle texture, dedicate alla “famiglia Versace allargata”, sono un tributo ai legami che non devono necessariamente essere di sangue, ma è come se lo fossero. Le sneakers geek guardano al futuro ma con i piedi ben saldi nel presente fatto di “insta-moment” con una chain reaction dall'effetto tsunami.

T-shirt con il maxi-logo strizzate in vita da bustier e cintura sposano gonne imperiali multicolor, la maglieria abbinata a skirt in pelle e agli stivali rock, minidress con il cappuccio e le frange rievocate nei cuissard. Basco à la française e foulard in pendant. In passerella, regine di stile per Versace, le top Kaia Gerber, Natal'ja Vodjanova e Raquel Zimmermann. «Il Clan Versace sa che oggi nulla è dovuto, ma che piuttosto lo si guadagna grazie al proprio lavoro: ecco perché, per me, tutte queste donne sono delle regine» dichiara la direttrice creativa Donatella Versace. Per Versace la famiglia, l'unione che fa la forza è sempre al primo posto e sono le donne il motore e l'anima della filosofia della casa di moda in questa collezione. L'amore si conquista con i fatti, così come il proprio posto in quell'aristocrazia sociale che non teme l'affronto e dice quello che pensa in modo schietto, attraverso gli abiti. Per distinguersi dall'omologazione e per far sì che i contrasti culturali diventino scelte di stile. Attese, pensate, volute. E, alla fine, compiute. Scelte che si trasformano in azioni consapevoli tra stampe, colori, mix e clash. In bilico tra il vecchio e il nuovo, che a Milano è già domani firmato Versace per la moda che verrà .
Sabato 24 Febbraio 2018 - Ultimo aggiornamento: 27-02-2018 10:48

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