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I mille colori di Rat Hat, pezzi unici all’uncinetto «per portare felicità a chi li indossa e a chi li guarda»

I mille colori di Rat Hat, pezzi unici all’uncinetto «per portare felicità a chi li indossa e a chi li guarda»
di Chiara Rocca
3 Minuti di Lettura
Giovedì 11 Marzo 2021, 16:24

Il crochet, come visto in passerella, sarà uno dei grandi protagonisti di questa primavera-estate. Rat Hat, brand a conduzione familiare nato durante il lockdown dello scorso marzo a Padova, aveva già anticipato la tendenza realizzando cappelli artigianali all'uncinetto. «Lavoro come modella, mi sono trovata con il Covid chiusa in casa con tanta voglia di fare. Così, insieme a mia madre, abbiamo deciso di imparare da zero a lavorare all'uncinetto e realizzare dei cappellini colorati. L’idea ha coinvolto, poi, tutta la famiglia: mia sorella Viola ha iniziato a curare la parte commerciale e mio padre Lodino spedizioni e logistica», racconta Alice Sofia Navarin, ventotto anni, ideatrice, insieme alla madre Emanuela, di questo brand divertente ed eclettico.

Rat Hat deriva dal nomignolo della fondatrice, “Rattigan” ereditato dal cartone animato “Basil L’investigatopo”. I primi modelli sono stati realizzati con i fili delle riviste di cucito comprati dal giornalaio (dal momento che i negozi erano chiusi) e con quelli derivanti dal riciclaggio di presine e vecchi maglioni. Ora Alice sta dando una forma più concreta al suo prodotto di slow fashion, improntato su artigianalità, spontaneità e utilizzo di materiali non inquinanti, come i fili ottenuti dalle piante di banano del Nepal. Ogni prodotto è unico nel suo genere e il cliente può scegliere il modello che preferisce dalla pagina Instagram del brand (ma è in cantiere anche un sito di e-commerce). I cappelli sono stravaganti, non esiste tinta unita ma fili di diverso colore intrecciati tra loro o sovrapposti. A scegliere gli accostamenti è Alice, ispirata dalla sua vena creativa e dagli studi artistici. Si definisce, in fatto di abbigliamento, “molto stramba e colorata”.

È da tutto questo che vengono fuori dei prodotti originali, appariscenti e mai banali. Alcuni cappelli, ad esempio, hanno le orecchie, altri sono modello passamontagna. E, in vista della stagione più calda, verranno realizzati in cotone insieme ad alcuni modelli di top di bikini. «Il mio brand non ha un target di riferimento: ho ricevuto richieste da chiunque, a partire da un giocatore dell'Nba, fino ai bambini, alla ragazza che deve fare la chemio e alla nonna di novanta anni», racconta Alice. Nel futuro di Rat Hat c'è il progetto di produrre articoli d'arredo ma, nel frattempo, l'obiettivo è colorare la vita delle persone, «portare felicità a chi indossa e trasmetterla a chi guarda».

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