Umbria, Salvini il più votato dalle donne.Guadagna consensi femminili anche la Meloni

Martedì 29 Ottobre 2019 di Vanna Ugolini

Più che comizi, dei concerti rock. Più che una campagna elettorale, un giro dell'Umbria a tappe forzate. Matteo Salvini nella regione ormai più verde che mai ha messo in campo una comunicazione a due livellii: aggressivo e tempestivo sui social, rassicurante e protettivo sui palchi. Così è riuscito a essere trasversale. Dimenticate il Papeete, dimenticate le cubiste che ballano in costume sulle note di "Fratelli d'Italia". Da Città di Castello a Terni, Salvini in Umbria è stato quasi francescano. Riuscendo così a centrare l'obiettivo: essere trasversale. La Lega è il partito che ha raccolto più consensi tra le donne, le casalinghe, i giovani e gli operai. Una conferma che arriva dallo speciale "Elezioni in Umbria" realizzato dall'istituto di sondaggi Swg in cui si analizzano i flussi di voto per segmenti sociali. Il 40 per cento delle donne ha scelto il partito di Salvini, al secondo posto il Pd con il 22 per cento delle preferenze e terza Giorgia Meloni che tra le donne guadagna il 9 per cento dei consensi. Penultimo il Movimento Cinque Stelle con l'8 per cento, due punti avanti rispetto a Fi che si ferma al 6.

Percentuali altissime per la Lega anche tra le casalinghe, quasi la metà, il 47 ha votato per Salvini. Per capire il comportamento di Salvini in Umbria bisogna pensare al Berlusconi che si muoveva tra la folla dopo il terremoto dell'Aquila e che prometteva in diretta che avrebbe pagato una nuova protesi dentaria alla signora anziana che aveva perso tutto sotto le macerie, compresa la dentiera.
Solo che il Capitano della Lega è più giovane, più dinamico, tecnologico. E camaleontico. Niente giacche ma solo le felpe, compresa quella con la scritta "Bastardo" che gli è costata gli sfottò sul web ma sicuramente il pieno di voti nelle urne in quella frazione. Poi la giacca a vento bomberino, blu come le tute degli operai metalmeccanici. Tante selfie con tutti i suoi fan. Messaggi chiari, semplici, ripetuti fino alla noia ma che tutti potevano comprendere. Non poteva essere diversamente per una campagna elettorale faccia a faccia - più che porta a porta - come ha fatto Salvini, in una regione che ha la più alta percentuale di over 65 d'Europa rispetto alla popolazione residente. In Umbria il Capitano si è comportato come un bravo, rassicurante nipote che spiega alla zia come usare il telefonino ultimo modello per farsi un selfie. 

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I leghisti con il 36 per cento hanno fatto presa anche anche tra i giovani, rispetto al 21 per cento del Pd e al 14 per cento raggiunto dal Movimento Cinque Stelle. Una percentuale, quella del partito di Luigi di Maio, legata soprattutto ai voti della cosiddetta «generazione Z» cioè i post Millenials.
Discorso diverso tra gli anziani dove il Pd, che ha ottenuto in totale il 22% di voti, ha il 29% di consensi tra gli over 64. Sono quelli che in Umbria hanno sempre votato a sinistra e sempre lo faranno qualunque cosa accada. La percentuale però al di sotto di quella della Lega che anche tra gli anziani risulta il partito più votato con il 34% dei consensi.
Il partito di Salvini risulta il più scelto anche tra le persone in difficoltà con il 41% dei consensi seguito da Giorgia Meloni con il 17%, numeri che indicano come la maggioranza degli elettori guardi comunque al centrodestra rispetto al Pd (16%) e M5s (9%). D'altra parte il Pil dell'Umbria negli ultimi dieci anni è crollato del 16-17 per cento. Gli ultimi dati Istat parlano di 50mila famiglie povere, 28mila delle quali concentrate nel ternano. E Terni è la città dove batte più forte il cuore della Lega, con quasi il 41 per cento contro un 27 per cento che la Lega ha preso nel comune di Perugia.
Le percentuali della Lega doppiano quelle del Pd tra gli operai. Il 53 per cento delle tute blu ha votato Salvini rispetto al 20 per cento raggiunto dai Dem. M5s si ferma al 5.Il partito di Giorgia Meloni, quello che è cresciuto di più in queste elezioni, subisce un'impennata nelle preferenze tra i professionisti e le partite Iva. Fdi infatti arriva al 16 per cento mentre la Lega che in totale ha raggiunto il 37 tra queste categorie scende al 31 per cento delle preferenze. L'insoddisfazione degli operai è palpabile: le accierie ternane, pur rappresentando il 20 per cento del Pil dell'Umbria, subiscono indirettamente la crisi della casa madre, la ThyssenKrupp, che ha fallito la fusione con Tata Steel, ha cambiato tre Ceo in meno di un anno, è esposta al vento dei dazi e della concorrenza di paesi come la Cina. Per questo lavorare in Ast non dà più le certezze di un tempo. Salvini ha saputo dare una rassicurazione, almeno a parole, anche a loro. Il risultato è stato che la coalizione di centrodestra è vincente in 86 comuni umbri su 92.

Ultimo aggiornamento: 19:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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