Odio sul web, un manuale per insegnare nelle scuole come fermare gli haters

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Daniele Sorvillo

Un manuale pratico, per insegnanti, educatori e genitori, che ha come obiettivo quello di prevenire e contrastare i discorsi d’odio, di cui sono protagonisti sempre più spesso le nuove generazioni: è questo “Silence Hate”,  il volume  presentato, con il sostegno dell’Associazione Pettirosso, alla Casa delle Donne di Terni, nei giorni scorsi, da Chiara Pagni, operatrice dell’Onlus Cospe di Firenze, con il finanziamento dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscrimiziazioni razziali), ente istituito nel 2003 per il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro genere o disabilità.
Uno strumento immediato, dunque, (scaricabile gratuitamente su www.silencehate.it) diviso in 22 unità didattiche di tipo ludico, ricche di esempi di attività ed esercizi per sviluppare il senso critico e incentivare la capacità di analisi dei messaggi, per riconoscere le fake news, da cui spesso si generano attacchi verbali violenti e dalle conseguenze imprevedibili. Le singole unità insegnano a come riconoscere un discorso d’odio, che incita alla violenza, sono solo verbale, per stemperarla e quindi spegnerla sul nascere.

Lo scopo è quello di acquisire, con la pratica, un uso consapevole dei linguaggi adatti alla comunicazione online, soprattutto nei canali oggi maggiormente utilizzati, le piattaforme social (Whatsapp ed Instagram su tutte), educando al rispetto di ogni diversità. «Proprio perché tipico del web – afferma Chiara Pagni – il fenomeno è molto complesso e difficile da affrontare. Il manuale non fa altro che fornire alcune strategie di contrasto all’odio in rete e spingere i ragazzi a sospendere ogni pregiudizio, usando in modo costruttivo la comunicazione social, con un uso attento e corretto delle parole, che uniscano e non dividano». Oggi, infatti, la cronaca racconta di gravissimi casi di discriminazione, a volte con esiti drammatici, generati da discorsi d’odio (hate speech è l’espressione internazionale per definire questo fenomeno in forte espansione), di cui chiunque può diventare vittima o fomentatore, seppur inconsapevole.
Le attività descritte in “Silence Hate” si rivolgono, quindi, agli adulti che hanno responsabilità educativa e partono dal presupposto che soltanto attraverso la sensibilizzazione delle nuove generazioni al rispetto dell’altro si possa ridurre il fenomeno, lottando contro stereotipi sempre più diffusi.

 

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