NADIA TOFFA

Emma Marrone e le altre, se la malattia scatena la battaglia social - di Concita Borrelli

Domenica 29 Settembre 2019 di Concita Borrelli

Dal letto 281A: «Ho finalmente tolto questo braccialetto ma lo conserverò per sempre, è stata dura... ma è andata!». L’hashtag #forzaEmma è tornato a dominare i trend e il suo messaggio ha avuto quasi 700 mila Mi piace in 5 ore. 

Sinossi: Emma Marrone annuncia il ritiro momentaneo dai palchi perché ha un problema di salute con il quale vuole chiudere una volta per tutte. Emma fa ingresso in un albergo di Milano e saluta, rassicurandoli, alcuni passanti improvvisatisi suoi fan. Emma fotografa il braccialetto dopo l’intervento a cui si è sottoposta dichiarando lacrime di gioia. 

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Tre momenti web in mezzo ai quali il popolo dei followers, degli haters, ma anche madri, padri, giovani, malati, colleghi, compaesani, stranieri, italiani, amici vicini e lontani, si sono lasciati impigliare come pesci nella Rete per compiangere, tifare, gufare, pregare, stupirsi, aspettare ogni batter d’ali delle sorti di Emma Marrone, cantante, artista, personaggio pubblico esplosivo, provocatorio, tenace, nato ad Amici e quindi, non lo si dimentichi, sempre figlio dell’arte del reality. Arte che non può venire meno neanche davanti ad una malattia. 
 

C’è buonafede e modernità in Emma, come ci fu in Nadia Toffa e in tante ragazze e donne in prima linea a testimoniare sofferenza, coraggio, speranza. Ci consentite sottolineare che i maschi hanno più pudore o forse sarà la loro vergogna nel raccontare le proprie malattie?

Il punto però è un altro. Quando la carne si trasforma in scatti privati, in Twitter e post, si diventa tutti giocatori di un rischiosissimo videogame. Di quelli rudimentali come sanno essere gli umani quando i sentimenti scendono nelle viscere. Il nemico brutto, spietato. La vittima, fata buona, che diventa guerrigliera. I compagni di lotta. Le fazioni. Gli oltranzisti. Gli speculatori. Gli strumentalizzatori. Le armi? Slogan. Frasi definitive sul senso della vita. Rimpianti. Messaggi retorici. Offese. E vediamo chi la spunta.
 

 

Oggi ci si fotografa calve e nude davanti lo specchio. O con la flebo in endovena. O con le amiche che ti organizzano una festa con gli striscioni Forza Amica Insostituibile. 

Ma così è anche se si annuncia d’essere stati lasciati dal proprio compagno. O se perdi la conduzione di un programma. O se affermi che Greta non ti convince. È sempre dura la vita dei videogames. 

Certo, Emma deve pur dire qualcosa. Un altro breve comunicato rasserenante: «Ho bisogno del tempo necessario per recuperare le forze ma credetemi non vedo l’ora di tornare da tutti voi, e lo farò al più presto. Mando un bacio a tutte le persone che hanno avuto un pensiero per me e ringrazio per tutto l’amore che ho ricevuto e che mi ha dato la spinta a combattere con più forza e coraggio del solito».

E poi, ci sta un pensiero di solidarietà: «Mando un bacio molto più grande a tutte quelle persone che ancora non possono smettere di combattere: Tenete duro, io sono con voi! La serenità sta pian piano prendendo il posto della paura... Piango di gioia finalmente! Vi voglio un mondo di bene». 
 
Speriamo però ora si lasci andare tra le braccia del privato e abbandoni il tavolo da gioco. Un Dio dell’Olimpo alzi siepi e suoni l’arpa in giardino perché Emma riposi bella e sana. 

Il tumore, le malattie tutte, non possono più echeggiare in misura così frastornante nelle orecchie disarmate di chi guarda. Ascolta. E soprattutto è malato. 

Vorremmo tanto che quel che resta del giorno sia soltanto il ricordo di una brutta notizia con un lieto fine, anche in musica trattandosi della nostra Emma. 

Ultimo aggiornamento: 11:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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