Cirinnà vittima dell'odio web: sepolta dagli insulti sessisti per la sua risata contro Salvini

Giovedì 22 Agosto 2019 di Franca Giansoldati
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Ci risiamo. Le offese personali, gli insulti triviali, gli oltraggi più sguaiati e sessisti hanno di nuovo colpito una donna che siede in Parlamento. Frocia isterica, viscida bestia, lesbicona, squallida invasata, figlia di un preservativo bucato, zoccola, uscita dal buco sbagliato e via di questo passo. Un profluvio di contumelie pesanti e volgari sulle quali, ancora una volta, ci sarebbe da meditare sul clima pesante che si è andato a creare.

Insulti sessisti a Maria Elena Boschi dopo il tweet con "bacione" di Salvini

Stavolta a finire nel tritacarne dell'odio web, scatenato per motivi ideologici e politici, è Monica Cirinnà, colpevole di avere reagito con una sonora risata al passaggio del discorso fatto in Senato da Matteo Salvini mentre ribadiva, due giorni fa, che a suo parere i bambini devono nascere da una mamma e da un babbo e devono crescere in una famiglia con un padre e una madre. Apriti cielo. La macchina sui social, puntuale, si è messa in moto e ha rivolto montagne di rancore verso la Cirinnà, sotto la cui fotografia si possono leggere centinaia di commenti terribili. E pensare che è bastata una sola risata per alimentare il meccanismo sui social.

L'odio web ha colpito di recente anche Maria Elena Boschi ma pure la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. A riprova che le donne in politica - indipendentemente dalla loro collocazione partitica - sono un bersaglio prediletto della deriva degli haters.

Recentemente una ricerca dell'Osservatorio italiano sui diritti in collaborazione con l'università Statale di Milano, l'università di Bari, La Sapienza di Roma e il dipartimento di Sociologia della Cattolica di Milano ha stilato una sorta di mappa che prende in considerazione l'estrazione e geolocalizzazione dei tweet contenenti parole considerate sensibili. 

Milano svetta nella classifica dell'odio online nei confronti di disabilità, omofobia e xenofobia. È terza sull'islamofobia dietro a Bologna e Torino mentre Roma è la prima per l'antisemitismo. Secondo la rilevazione le donne sono odiate principalmente nelle città di Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Nel periodo marzo 2019-maggio 2019 sono stati estratti complessivamente 215.377 tweet. Di questi, 55.347 riguardano le donne e 39.876 sono i tweet misogini che sono stati intercettati, il 27% del totale dei tweet negativi. E c'è poco da stare allegri. 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Agosto, 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA