Più divorzi e meno figli, ma «felici» 7 famiglie su dieci: il 34% delle donne fa la casalinga

Martedì 12 Novembre 2019
Più divorzi e meno figli, ma «felici» 7 famiglie su dieci: il 34% delle donne è casalinga

Mini-famiglie, sempre più quelle senza figli, ma felici. In tre, nella maggior parte dei casi, niente fratelli solo mamma e papà, insieme però ci si diverte. Il numero dei matrimoni va a picco, cresce quello dei divorzi. Si preferisce convivere. I single sono sempre di più. E nonostante tutte queste rivoluzioni, si continua a parlare di «famiglia tradizionale» seppure sempre più «aperta». Un cambiamento fotografato da una ricerca di Bnp Paribas Cardif che ha tracciato il percorso della famiglia italiana negli ultimi 30 anni.

Quattro nuclei su dieci non ha figli, il 26% ne ha solo uno. Sono aumentati sensibilmente i single (8,4 milioni, +110%), i matrimoni sono crollati del -40,5% (191mila) a favore della convivenza e sono aumentati significativamente i divorzi (+230%). Nonostante questa trasformazione, dalla ricerca emerge che la famiglia di oggi si definisce tradizionale (per il 37%), ma anche un porto sicuro (31%), moderna e aperta (26%). Ma il dato più sorprendente è che oltre sette famiglie su dieci (71%) si sentono più felici e serene rispetto a 30 anni fa, grazie soprattutto alla maggiore stabilità economica. Famiglie non solo felici ma che vivono le relazioni, sia familiari sia sociali, in modo più semplice rispetto al passato. Quali attività amano fare assieme? Secondo la ricerca, al primo posto c'è il chiacchierare (58%), seguito da guardare i film e serie Tv comodamente a casa (56%) o andare fuori a cena (55%). Per quanto riguarda il tempo dedicato a sé stessi (oltre al lavoro e alla famiglia), in media si dedicano circa due ore alla settimana, ma se per il 50% questo tempo è sufficiente, il 48% ne vorrebbe di più.

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Cambia anche il rapporto genitori-figli. Rispetto a 30 anni fa emerge una crescita dei timori per i pericoli e rischi «esterni» al di fuori dal proprio nucleo famigliare. I genitori di oggi cercano di dare maggiori certezze e sicurezze ai propri figli (57%) e cresce sensibilmente la stima nei loro confronti (48%), la voglia di affetto (42%) e l'essere amico (27%). Sparisce, invece, la figura del genitore insegnante (11%). Rispetto alla famiglia di origine, anche se non si vive più con loro il legame rimane molto vivo con un reciproco scambio di attenzioni e cure da entrambe le parti. In particolare il 25% degli anziani dà un aiuto concreto alla nuova famiglia, mentre il 45% riceve assistenza dai propri cari più giovani. Per quanto riguarda la sfera lavorativa, oggi lavorare è considerato dalla maggioranza (72%) più facile e più semplice. Le donne stanno lentamente guadagnando terreno rispetto ai loro coniugi nei ruoli di imprenditrici e manager, ma la strada per la parità è ancora lunga. Il 34% delle donne è casalinga. Con la trasformazione della società molte aziende hanno adottato politiche di work life balance per andare incontro alle esigenze dei lavoratori. È il caso dello smart working, dove circa il 37% del campione dichiara di averlo fatto almeno una volta, o del part time, più praticato dalle donne, che va incontro alle esigenze delle nuove famiglie. A livello generale, rispetto al partner, il 59% delle donne dichiara di lavorare meno in termini di ore e il 65% denuncia di percepire un reddito inferiore.

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Anche la tecnologia si è adattata al concetto di modern family. Il 95% di coloro che ne hanno accesso usa internet tutti i giorni e il 74% usa i social quotidianamente. Sul fronte dei device, ben sette famiglie su dieci posseggono almeno 6 dispositivi tecnologici: Smartphone (97%) e PC portatili (86%) sono presenti in quasi tutte le case ed è alta anche la presenza di Tablet (67%), Smart TV (65%) o console per videogiochi (57%). Considerando gli smartphone e i tablet, per metà degli intervistati (49%) questi vengono utilizzati (almeno per alcune attività) anche in condivisione con altri membri della famiglia, soprattutto per vedere film e serie Tv (28%) o per ascoltare musica (21%).  Capitolo ambiente: cresce l'interesse verso le tematiche della sostenibilità: oltre ad effettuare la raccolta differenziata (69%) e a mettere in atto quotidianamente azioni per ridurre gli sprechi (67%), le famiglie sono attente ai prodotti che rispettano l'ambiente (43%) o a km 0 (40%), questo nonostante solo poco più della metà (52%) ritiene che oggi ci sia un maggior rispetto per l'ambiente rispetto al passato.

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Solo un terzo ritiene di sentirsi sereno per l'attuale situazione finanziaria e solo il 28% pensa (o spera) di migliorare il proprio stato economico nei prossimi 5/10 anni. Eppure, rispetto a 30 anni fa, la propria situazione finanziaria è migliorata per il 42%, rimasta invariata per il 17% e peggiorata per il 35%. E le conseguenze sono ovvie. Negli ultimi 12 mesi quasi otto famiglie su dieci hanno dovuto rinunciare, almeno una volta, a realizzare i propri bisogni o desideri: il 55% di questi, infatti, non è riuscito a risparmiare, il 54% ha dovuto rinunciare alle vacanze e il 40% ad acquistare prodotti per il proprio benessere e il tempo libero. Cosa temono maggiormente le famiglie italiane? Rispetto a 30 anni fa la percezione è che i rischi siano aumentati (per il 62%). In assoluto la perdita del lavoro o delle attuali fonti di reddito è l'aspetto che preoccupa maggiormente (63%), seguita dall'ambito della sicurezza, come i furti attraverso la tecnologia (61%) e i furti, scippi e rapine e violenze (54%). Tra le maggiori paure per il domani troviamo però la salute (62%), e sono le donne, in generale, quelle più preoccupate o, in ogni caso, meno fiduciose. 

 

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