Sanità e fase 2, i Comitati chiedono di riaprire la notte i punti di assistenza territoriale

Sanità e fase 2, i Comitati chiedono di riaprire la notte i punti di assistenza territoriale
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Lunedì 18 Maggio 2020, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 19:19

Riaprire i punti di assistenza territoriale anche la notte. Lo chiedono i comitati in difesa dei "Ppi" a seguito dell'avvio della fase due per l'emergenza Coronavirus.

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«Com’è noto - si legge in una nota - la direzione generale dell’azienda sanitaria locale di Latina con una ordinanza del 3 marzo scorso in considerazione della contingente situazione di criticità legata alla diffusione del COVID-19 e della contemporanea esigenza non procrastinabile di potenziare le sedi di pronto Soccorso della ASL ha stabilito che a decorrere dal 5 marzo tutti isette Punti di Assistenza Territoriale modificassero l’orario da quello precedente, organizzato su 24 ore, alle sole ore diurne con orario 8  – 20 . Con altre due ordinanze la chiusura notturna è stata prorogata fino a nuova disposizione. Ora, a seguito dell’avvio  della “Fase 2”  sono venute meno le motivazioni che hanno spinto   a procedere. La regione Lazio a sua volta ha già impartito disposizioni per la ripresa dell’attività di specialistica ambulatoriale (visite e accertamenti diagnostici) precedentemente sospesa per ragioni precauzionali. A maggior ragione si ritiene che debba essere riattivata l’apertura notturna del servizio dei Pat in quanto parte integrante del servizio di emergenza sanitaria territoriale. A ciò si aggiunga che a seguito della eliminazione dei vincoli alla mobilità dei cittadini si prevede un notevole incremento delle presenze nella città e quindi degli accessi  anche nelle ore notturne».

Una lettera è stata inviata al direttore generale della Asl, Giorgio Casati,   per chiedere di voler procedere alla riattivazione del servizio dalle  20 alle  8  al più presto e comunque entro il 30 maggio ricostituendo al contempo l’organico medico ed infermieristico. Anche il sindaco di Cori, Mauro De Lillis, ha sollecitato la Asl in tal senso e una risposta è già arrivata: «La pandemia, oltre a lasciarci le lacrime per le persone perse, ci lascia anche un diverso modo di vedere il futuro. I servizi territoriali e la prevenzione – continua - si sono dimostrati come la via sulla quale costruire una sanità che cerca (finalmente) di abbandonare etichette, spesso vuote nella capacità di fornire risposte efficaci ai problemi delle persone, per orientarsi verso una sanità fatta di servizi, di presa in carico e di continuità assistenziale». Il direttore conferma: «I pat riprenderanno presto la loro attività sulle 24 ore. Stiamo lavorando anche su questo. Il progetto è pronto. Saranno rinnovati nella mission, pur mantenendo anche le funzioni originali, e  potenziati nelle professionalità infermieristiche per sviluppare, come richiede una sanità moderna, la presa in carico e la continuità assistenziale arricchita dalla telemedicina. Eravamo già orientati a questo, il Covid ha consentito di accelerare in questa direzione».

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