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Organi al mare di Latina non sono umani, resta il mistero sul ritrovamento

Organi al mare di Latina non sono umani, resta il mistero sul ritrovamento
di Laura Pesino
2 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 11:01

Arriva la parola fine sul mistero degli organi rinvenuti in mare a Latina tra le giornate del 21 e 22 giugno scorsi. Si trattava di un fegato e di un rene, ritrovati a distanza di 24 ore l'uno dall'altro nelle acque di Foce Verde, in un tratto di mare vicino agli scogli. La macabra scoperta era stata fatta da una donna mentre faceva il bagno poco lontano da una colonia di bambini e davanti a uno stabilimento balneare. Immediatamente era scattato l'allarme alle forze dell'ordine e alla guardia costiera che aveva prelevato gli organi, mentre veniva avviata un'indagine per accertare la natura di quei resti. Ora arriva il risultato degli esami preliminari condotti da un medico legale.

E la procura di Latina chiarisce subito che non si tratta di resti umani, come era stato invece ipotizzato in un primo momento. «In relazione al rinvenimento di organi avvenuto nei giorni scorsi sul litorale di Latina si legge appunto in una nota firmata dal procuratore capo Giuseppe De Falco i risultati preliminari degli accertamenti di biologia molecolare nonché di natura anatomo patologica disposti da questo ufficio consentono di escludere che si tratti di organi umani».

L'episodio aveva naturalmente creato un certo allarme fra i cittadini nel timore che potesse appunto trattarsi di resti umani, anche se fin dalle prime fasi la stessa procura aveva precisato che gli organi umani hanno talvolta analogie di struttura e dimensioni con quelli animali.
Ora dunque si chiude il caso, ma le indagini comunque proseguono per tentare di fare luce sull'accaduto. Appurato infatti che si tratta di resti animali resta da comprendere come siano finiti in mare e chi li abbia gettati e a che tipo di animale appartengano. La procura non riferisce altri particolari in merito alla vicenda ma spiega che sono in corso ulteriori accertamenti. E' dunque possibile che per avere un quadro più chiaro saranno necessari altri esami sui resti sequestrati.

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