Gioco d'azzardo, studio choc della Caritas: spesi 250 milioni in un anno nel sud pontino

Gioco d'azzardo, studio choc della Caritas: spesi 250 milioni in un anno nel sud pontino
di Giovanni Del Giaccio
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Giovedì 11 Febbraio 2021, 09:23

Quasi 250 milioni di euro spesi in gioco d'azzardo, nel 2019, nel territorio della Diocesi di Gaeta. A renderlo noto è la Caritas che  attraverso un apposito tavolo tecnico di lavoro, con la collaborazione della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, Libera presidio Sud Pontino, Adra e Croce rossa italiana comitato Sud Pontino,  ha raccolto e sistematizzato i dati relativi al Lazio sud per il 2019.

«Le cifre in termini assoluti sono davvero impressionanti - si legge in una nota - nell’anno 2019 nella diocesi di Gaeta sono stati spesi in azzardo ben € 247.534.369, il 57.8% dei quali nei soli comuni di Formia e Fondi. Il quadro complessivo è allarmante e rimarca la gravità del fenomeno nella diocesi di Gaeta con cifre che confermano come l’azzardo possa essere definito “l’eroina del terzo millennio”, con conseguenze devastanti sul piano psicologico, economico e sociale».

Dai dati esaminati, emerge che la media della giocata pro capite nei 17 comuni della diocesi sia stata nel 2019 di 1.510 € con un’incidenza sul reddito del 9.3%. Come nell’anno precedente, Formia si conferma la città con la giocata pro capite più alta con 1.959 €: seguono Santi Cosma e Damiano (1.937 €), Fondi (1.790 €) e Minturno (1.710 €). Uno dei dati più significativi è l’aumento delle cifre spese in azzardo nei piccoli comuni: in testa Ventotene e Ponza, per le quali si è registrato un incremento delle giocate rispettivamente del 43% e del 32%.

«Da notare due elementi che fanno emergere la drammaticità del fenomeno. Anzitutto, la giocata media pro capite nel Lazio sud è superiore del 22% rispetto al dato nazionale. Inoltre, il dato è relativo alle sole giocate “fisiche” (slot machine, ricevitorie, gratta e vinci) e non sono annoverati i dati del gioco online che, a livello nazionale, incide per una percentuale vicina al 33% sulle giocate totali: per cui la stima complessiva del territorio diocesano sarebbe decisamente più alta».

La Caritas ha realizzato negli anni numerose iniziative quali convegni, Tende del buon gioco nelle piazze, incontri di sensibilizzazione nelle scuole con esperti e psicologi, networking con le amministrazioni, apertura di un centro specifico di ascolto e di orientamento. «In attesa di un riordino della normativa sul gioco d'azzardo, il Tavolo di lavoro della Caritas chiede ai vari sindaci che si agisca a livello di distretto socio-sanitario emanando regolamenti comuni in ogni città con l’obiettivo di incoraggiare gli esercenti a disfarsi delle slot machine, inserendo norme più restrittive per l'ubicazione delle sale gioco o delle macchinette mangiasoldi nei locali commerciali». 

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