Bitcoin moneta nazionale, proteste a El Salvador e crollo in Borsa. Ma altri Paesi sono tentati dall'azzardo

Bitcoin moneta ufficiale, proteste a El Salvador e crollo in Borsa. Ma altri paesi sono tentati dall'azzardo
di R.Ec.
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 17:20 - Ultimo aggiornamento: 17:37

Proteste a El Salvador contro il Bitcoin e crollo del valore in Borsa fino al 17%. Il paese centroamericano è stato il primo al mondo ad adottare l'altroieri la criptovaluta come valuta legale nazionale. In piazza e per le strade della capitale San Salvador sono scese centinaia di persone, guidate da varie organizzazioni sociali, che chiedono di abrogare la legge con cui è stata adottata questa decisione. Con loro diversi economisti, che parlano di una scelta improvvisata e dannosa per l'economia di questa nazione, visto che il Bitcoin, soprattutto negli ultimi mesi, si è dimostrato essere una valuta molto volatile e poco affidabile. Ma cosa c'è dietro questa decisione e quali altri paesi potrebbero seguire l'esempio?

Bitcoin moneta ufficiale a El Salvador: le ragioni della scelta

Il Bitcoin, criptovaluta nata 12 anni fa, si affianca ora nel Paese al dollaro, già adottato come moneta di riferimento nel 2001. La decisione è stata presa da un giovane, il quarantenne presidente Nayib Bukele, populista di destra e popolarissimo presso il suo elettorato, ex uomo d’affari prestato alla politica. Bukele ha preso l’iniziativa contro il parere del Fondo Monetario, preoccupato all’idea che un paese indebitato e finanziariamente instabile come El Salvador, fosse il primo al mondo a lanciarsi nell’avventura delle criptovalute. In realtà 35.000 salvadoregni ne fanno già uso, dopo il debutto qualche anno fa del Bitcoin Beach, inaugurato da un gruppo di surfisti internazionali attratti dalla spiaggia di El Zonte

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Il debutto è stato alquanto caotico. Lo stesso governo che aveva impegnato circa 200 milioni di dollari per l’acquisto di Bitcoin e ha dovuto sospendere l’offerta per intoppi di natura tecnica che avevano ostacolato l’accesso alla app Chivo, che permette di scaricare il portafoglio elettronico. Bukele offre un bonus di 30 dollari ai portatori del conto digital, e assicura che il suo utilizzo permetterà ad un paese ancora attardato da una burocrazia in gran parte cartacea e dal credito inaccessibile per i non abbienti, di fare il "gran balzo verso la modernità". 

Nelle 24 ore successive alla decisione il valore del Bitcoin è sceso fino al 17% (toccando i 43.000 dollari), per poi migliorare la perdita con un ribasso del 10%. Oggi, però, è in calo di un ulteriore 9,27% a 46.292,16 dollari.


Le proteste e la volatilità del bitcoin

La notizia delle proteste è stata diffusa da elsalvador.com, che ha raccontato come ieri siano iniziate le prime manifestazioni. «Non vogliamo Bitcoin in El Salvador», è stato lo slogan principale di chi è sceso in piazza, che si è anche scagliato contro una possibile rielezione di Bukele a presidente e le ultime decisioni adottate sulla giustizia in pieno scontro con la magistratura. Quella di ieri è stata secondo gli osservatori locali, una delle manifestazioni più seguite da associazioni sindacali e organizzazioni indipendenti che si sono svolte nei due anni di governo di Bukele.

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Secondo il professor Steve Hanke, docente di economia presso la John Hopkins University di Baltimora, «il primo giorno del bitcoin in El Salvador è una anticipazione di quello che verrà nel prossimo futuro: caos monetario e disastro». 

«La volatilità dei bitcoin - ha aggiunto Haike- implica che non può essere utilizzata come una unità contabile affidabile e quindi non può essere presa come una valuta vera e propria». L'economista ha infine sostenuto che il presidente Bukele «sta giocando con i soldi dei contribuenti». 

Quanto varrà la moneta in futuro?

I dati degli ultimi mesi sembrano dargli ragione. Ad agosto il valore della criptovaluta era risalito dopo la crisi dei mesi precedenti, tornando sopra la soglia di 50mila dollari (ai massimi da maggio). Una crisi velocissima e una risalita molto rapide, dato che da gennaio a giugno il valore era calato fino a sotto i 29mila dollari, per poi crescere del 70% in soli due mesi. Secondo la banca d'affari Standard Chartered, però, questa recente volatilità, compresa la discesa dopo la decisione di El Salvador, non deve trarre in inganno: secondo i loro analisti il valore del bitcoin è destinato a crescere di molto, toccando addirittura il valore monstre di 100 mila dollari entro la fine dell'anno.

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Di certo Bukele vuole puntare su tutte le caratteristiche della criptovaluta, compresa la volatilità. Per questo quando ieri il bitcoin è sceso fino a un minimo di 42.837 dollari, attirando acquirenti che hanno a quel punto riportato il prezzo a circa 46.500 dollari, anche lui è intervenuto, annunciando l'acquisto di altri 150 bitcoin, per un totale di 550, e per un valore di circa 25 milioni di dollari. Quello che gli esperti chiamano "dip", quindi, sarebbe stato utilizzato dal presidente a suo vantaggio. Ma le prospettive future di questi azzardi finanziari sono tutt'altro che sicure.

Gli altri paesi che potrebbero seguire El Salvador

Difficile dire se qualche altro paese al mondo potrebbe seguire la strada rischiosa e piena di insidie avviata da Bukele a El Salvador. Tuttavia secondo diversi analisti politici internazionali Ecuador e Paraguay avrebbero guardato con molta attenzione alle mosse delle ultime ore del governo di destra centroamericano.

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In Ecuador dallo scorso maggio è presidente Giullermo Lasso, banchiere iper-conservatore, anti-abortista, contrario alle unioni gay e ancorato agli ambienti religiosi. Un uomo vicino alle politiche neoliberiste e per questo possibilmente tentato dall'azzardo sul bitcoin della nazione vicina. Discorso simile per il Paraguay, il cui presidente Mario Abdo Benítez è un imprenditore ostile all'ideologia liberale sia moderata che progressista. Non solo: fa parte di un partito in passato al vertice di un regime dittatoriale, che realizzò politiche economiche nazionaliste molto spregiudicate (e spesso fallimentari).

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