Allarme gioco d'azzardo in Umbria,
si scommette di più: strozzati dai debiti

Allarme gioco d'azzardo in Umbria, si scommette di più: strozzati dai debiti
di Luca Benedetti
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Venerdì 5 Novembre 2021, 09:46

PERUGIA «L’ultima persona ha bussato ai nostri uffici altra mattina. Il problema? Debiti per il gioco d’azzardo». Alessandro Petruzzi, presidente di Federconsumatori di Perugia, fa i conti. Sul tavolo ce ne sono da far tremare le vene ai polsi. L’ultimo caso? Una persona che ha attivato una carta revolving. Partita con un fondo di 4mila euro, spendendo spendendo è arrivata a doverne ridare 21 mila. «È logico-spiega Petruzzi che la situazione sia particolarmente compromessa. Dal lockdown a venire in avanti secondo i nostri uffici c’è stata una crescita di esposizioni debitorie legate al gioco. Giocano i professionisti e le donne anziane quando arriva loro la pensione. Giocano i giovani grazie alla crescita delle puntate on line».
La carta revolving da quattromila euro è solo l’ultimo passaggio. Quattromila euro di fido, rate da 180 euro al mese per rientrare. E come si paga la carte si ricarica. Un gioco infernale. Ecco che si arriva a 21mila euro, ecco che si chiude aiuto a Federconsumatori.
«I realtà il buco- dice Petruzzi- non si chiude mai. Esplode semplicemente con il passare dei mesi e dei giochi. Guardate che basta il semplice Gratta & Vinci per finire in una spirale da cui è difficile uscire. Da noi arriva chi ha l’acqua alla gola. E non si vergogna più di chiedere aiuto».
Come ha chiesto aiuto una famiglia della provincia di Perugia che si era rivolta agli uffici perugini di Difesa Debito, la Spa che affianca chi aveva uno scoperto con una banca o una finanziaria e prometteva di trovare la strada per evitare di coprire tutto il buco. «Peccato- racconta ancora Petruzzi- che una volta aperta la pratica si prenderanno altri soldi. Abbiamo salvato una famiglia che si era vista arrivare una ingiunzione di pagamento, altro che difesa del debito. Non solo si deve pagare, ma risolvendo la situazione viene chiesto un premio del 15% sull’importo. Quindi, alla fine, si devono sempre tirare fuori i soldi e l’emergenza per la famiglia non cambia. Cambia solo l’interlocutore che chiede i soldi a chi è in difficoltà».
Anche la storia della famiglia delle provincia di Perugia salvata da Federconsumatori ha contribuito a rendere più corposo il dossier contro Difesa Debitori Spa che è stata sanzionata dall’Antitrust per 1,1 milioni di euro.
«La società-ricorda Federconsumatori- aveva messo in atto pratiche commerciali scorrette fornendo ai cittadini informazioni ingannevoli e omettendo informazioni rilevanti relative alla promozione dei propri servizi di consulenza ed intermediazione offerti a pagamento ai consumatori per la risoluzione delle proprie situazioni debitorie.
Nell’ambito di tale attività promozionale, effettuata sul sito ufficiale dell’azienda, il professionista fornendo informazioni parziali e non veritiere, induceva il consumatore debitore, che già versa in una particolare condizione di difficoltà economica, ad addossarsi ulteriori costi in maniera non consapevole, alimentando eccessive aspettative circa gli esiti della richiesta. Vista la reiterazione della condotta scorretta e l’inottemperanza agli obblighi disposti, l’Autorità ha comminato alla società una sanzione di 1.100.000 di euro. Invitiamo i cittadini interessati che si sentano danneggiati dalle condotte di Difesa Debitori a rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale per informazioni su come far valere i propri diritti»

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