Latina, fototrappole e ispettori multe per 50.000 euro

Martedì 5 Novembre 2019 di Andrea Apruzzese
Oltre 50mila euro in otto mesi dalle sanzioni per errato conferimento dei rifiuti. Tanto hanno registrato le azioni di contrasto messe in campo dall'Azienda per i beni comuni (Abc) di Latina. Due le macro aree: sanzioni emesse in flagranza da parte dei nove ispettori ambientali dell'azienda e quelle invece comminate in seguito a identificazione con ripresa dalle fototrappole. Nel primo caso, dal 18 marzo (giorno di inizio del servizio) a oggi, gli ispettori ambientali hanno elevato 142 sanzioni da 300 euro ciascuna per un totale di 42.600 euro. Di questi 142, 94 erano residenti di Latina e 48 provenivano da fuori comune; 73 erano uomini e 69 donne. Le zone maggiormente coinvolte sono Borgo Piave, Latina Scalo, Campo Boario. In massima parte, si tratta di errato conferimento delle diverse frazioni di rifiuto, spesso associato al deposito del sacchetto a terra, anziché negli appositi raccoglitori. In tutti i casi, la sanzione ammonta sempre a 300 euro. «Abbiamo ragionato a lungo con la Polizia locale - ha spiegato il direttore di Abc, Silvio Ascoli, ieri, nella commissione Ambiente convocata sul tema su richiesta di Salvatore Antoci - come modulare la sanzione, ma non è stato possibile. Abbiamo però raccomandato agli ispettori di usare sensibilità, ad esempio non multando, ma solo ammonendo, una signora anziana che magari sbaglia il giorno di conferimento». Particolare attenzione viene invece rivolta ai non residenti. Diverso invece il discorso relativo alle fototrappole, partito solo a fine settembre, in cui le riprese fotografiche vengono girate poi alla Polizia locale per l'identificazione della targa del veicolo ripreso e quindi del trasgressore. Le multe comminate con questo sistema sono state finora 40 (25 i non residenti, 15 i residenti), sempre da 300 euro l'una, per un totale di 12mila euro. I punti maggiormente interessati sono via delle Camelie a Latina Scalo, via Migliara 43 e via Valmontorio a Foce Verde. Un'attività che, al di là dei fondi introitati, secondo Ascoli «una regolarizzazione l'abbiamo ottenuta, siamo sulla strada giusta: nel 2019, rispetto al 2018, sono stati avviati a recupero 3 milioni di chili di rifiuto in più». Tutto questo, fino a quando, in aprile, non partirà il porta a porta: «A quel punto, con il nome sul mastello e con i sacchetti semitrasparenti attraverso cui vedere la tipologia di rifiuto, sapremo subito chi conferisce in maniera errata». Sempre su istanza di Salvatore Antoci (consigliere comunale del gruppo Misto), Ascoli ieri ha risposto anche sui risultati del diserbo di marciapiedi e cigli stradali, chiarendo che l'uso sperimentale dell'acido pelargonico proseguirà anche nel 2020, e che nel 2019 è stato necessario, in alcuni periodi, affiancare anche un diserbo meccanico, per un totale di circa 330mila euro. È emerso però un altro dato: anche Abc ha infatti incaricato un agronomo per conoscere in dettaglio tutte le alberature sul territorio, e sapere così dove e quante sono quelle che perdono più foglie o dove siano cespugli sui marciapiedi, onde programmare costi e modalità di intervento. Abc, infine, riunirà oggi il proprio Cda, per approvare la gara da 9,5 milioni di euro per l'acquisto dei mezzi per la raccolta porta a porta. © RIPRODUZIONE RISERVATA