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Coronavirus, quasi cinquemila famiglie in difficoltà. Il 70% sconosciute ai servizi sociali

Coronavirus, quasi cinquemila famiglie in difficoltà. Il 70% sconosciute ai servizi sociali
di Rita Cammarone
3 Minuti di Lettura
Sabato 30 Maggio 2020, 11:30

Chiuso il bando del Comune di Latina per i buoni spesa, finanziati dallo Stato e dalla Regione Lazio a seguito dell'emergenza Coronavirus, per un importo complessivo di un milione e 100mila euro. Pervenute in totale 4.524 richieste provenienti da altrettanti nuclei familiari, il 70% dei quali sconosciuti ai servizi sociali. «Con questo intervento, volto a garantire liquidità nel periodo dell'emergenza commenta l'assessora al welfare Patrizia Ciccarelli -, è vento fuori un dato del sommerso».

Un fenomeno complesso che parla di occupati in nero che non hanno potuto accedere alla cassa integrazione, disoccupati alle prese con lavori occasionali irregolari che con il lockdown non hanno potuto più svolgere (si pensi alle collaboratrici domestiche senza tutela contrattuale o agli operai e artigiani chiamati a giornata per lavori pagati a nero). «L'impegno è quello di intervenire in tutte queste situazioni affinché il lavoro diventi regolare», afferma l'assessore, sottolineando che alle 4.524 vanno aggiunti i 1.400 nuclei familiari che hanno ricevuto i pacchi solidali. «Un numero che in parte si sovrappone alle richieste dei buoni spesa, ma in parte no perché non tutti coloro ai quali è stato consegnato il pacco hanno poi fatto richiesta dei buoni e viceversa».

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Delle 4.524 richieste, circa duecento delle quali ancora in lavorazione, soltanto una minima parte non ha avuto buon esito perché incomplete o perché semplicemente ripetitive: «È successo che nella prima settimana le domande potevano essere inoltrate soltanto per posta elettronica e poi quando è stato attivato il servizio online qualcuno ha riformulato l'istanza», chiarisce Ciccarelli. I soldi per i buoni spesa sono finiti ma l'emergenza resta. «Nell'immediato futuro si interverrà con il reddito di emergenza e contributi comunali», aggiunge l'assessora convinta però che al di là del sostegno assistenziale sarà necessario intervenire investendo in iniziative a contrasto delle cause di povertà. E' questo uno degli obiettivi che l'amministrazione comunale si è prefissata con il Patto per la città, dedicando risorse specifiche per l'emergenza Covid in tutte le sue sfaccettature. Ciccarelli già il mese scorso aveva spiegato che il Patto doveva servire anche «ad interrompere lo stato del bisogno con investimenti mirati». Ma ora si attende in primis il reddito di emergenza, destinato al sostegno dei nuclei in condizioni di necessità economica, previsto con il Decreto Rilancio: 400 euro, ripetibili per le mensilità di aprile e maggio .
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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