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Aiuti alle famiglie, a Latina in via Cervone attivato
il Centro operativo comunale

Aiuti alle famiglie, a Latina in via Cervone attivato il Centro operativo comunale
di Laura Pesino
4 Minuti di Lettura
Sabato 23 Maggio 2020, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 11:42

Un luogo fisico della solidarietà e un punto di riferimento della fitta rete di volontari che dall’inizio dell’emergenza coronavirus è rimasta in prima linea a Latina per ogni genere di aiuto e sostegno. Ora il Coc, il centro operativo comunale di Latina, si sposta nei locali di via Cervone, occupando una vasta porzione della palazzina delle autolinee. Qui sono stati scaricati dalla protezione civile generi di prima necessità e qui i volontari prepareranno i pacchi alimentari da consegnare alle famiglie in difficoltà. Ci sono sale per la conservazione dei viveri, locali in cui stipare gli scatoloni da riempire, stanze per le attività amministrative e per effettuare direttamente il ritiro e poi un’area destinata ad ospitare le altre funzioni operative del Coc.
Il centro operativo comunale amplia insomma la propria operatività, offrendo un’unica sede fisica alla rete dei volontari e costruendo al contempo un nuovo modello di welfare che l’emergenza sanitaria e le devastanti conseguenze economiche hanno reso ormai urgente. Nell’elenco dei servizi sociali di Latina si contano 1.368 nuclei familiari destinatari delle derrate alimentari, che l’amministrazione ha provveduto a consegnare nelle more dell’erogazione dei buoni spesa. Considerato che ciascuna famiglia conta almeno tre componenti, si tratta di una platea enorme che in molti casi non si era mai rivolta ai servizi sociali e che ha scontato, con il lockdown, una forte crisi di liquidità.
Ieri mattina la nuova struttura è stata presentata dal vice sindaco Maria Paola Briganti, dagli assessori al welfare e alla partecipazione Patrizia Ciccarelli e Cristina Leggio e dal sindaco Damiano Coletta, mentre gli operatori di protezione civile e Croce Rossa erano già al lavoro.

Ogni pacco, a seconda dei componenti del nucleo familiare, contiene pasta o riso, zucchero, sale, farina e latte, olio, tonno, carne e legumi in scatola, biscotti, passata di pomodoro, pane, carta igienica. A tutto questo si aggiungono anche prodotti per l’igiene. Allestimento e consegne, che presto potranno essere effettuate anche in loco, sono coordinate da Cri e vedono la partecipazione della protezione civile e della Caritas diocesana. Quindici i gruppi al lavoro quotidianamente, divisi su turni di almeno tre squadre.
«Un altro consistente passo in avanti – ha spiegato il vicesindaco Briganti - del centro operativo comunale che riesce a fornire un servizio sempre più puntuale in grado di soddisfare le complesse esigenze di questa emergenza in maniera organizzata. Siamo riusciti a dare una risposta alla città». Il lavoro però non si esaurisce con i pacchi alimentari perché il lungo elenco di famiglie corrisponde a una vera e propria presa in carico dei servizi sociali che costruirà, poco a poco, un nuovo modello di contrasto alla povertà. «Sin dall’inizio dell’emergenza - aggiunge la Ciccarelli - abbiamo detto che l’intenso lavoro di queste settimane doveva servire per dare risposte non soltanto nell’immediato ma anche nel lungo termine. L’obiettivo dei servizi sociali è essere all’altezza dei nuovi bisogni delle fasce più fragili che stanno emergendo».
«Tantissime – spiega Cristina Leggio - le associazioni e i cittadini che si sono attivati per dare risposte solidali immediate; penso al contributo straordinario dei molti referenti di quartiere, a quanti hanno supportato l’iniziativa del carrello solidale, alla rete di supporto attivata con il contributo di associazioni e imprese”. L’acquisto delle derrate alimentari è stato possibile grazie alle iniziative di solidarietà e a una parte dei fondi del Governo, ma c’è anche il conto corrente su cui ci si augura che arrivino presto altre risorse.

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